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14/01/13

La testa ben fatta


In quest’ultimo periodo mi è capitato di imbattermi in alcune persone che si sono definite educatori ma nessuna di queste aveva seguito lo stesso percorso di studi né aveva mai lavorato nel campo educativo o formativo, così mi sono chiesto: ma cos’è un educatore?
E ho trovato una risposta molto esauriente:

Quella dell' educatore è una professione di cui ancora si conosce poco, forse addirittura troppo poco per quello che è l'impegno e la costanza sia fisica che morale richiesta ai ragazzi che vogliono intraprendere questa carriera:
- in pochi sanno di cosa un educatore si occupa
- è una professione ancora in via di riconoscimento ufficiale
- non esiste chiarezza circa i percorsi formativi
- non esiste un albo o delle norme che regolamentino i diritti alla professione
In poche parole, non essendoci nessuna legge che definisca il percorso formativo  dell'educatore e nessun albo che regolamenti l'accesso alla professione stessa, si può diventare educatori seguendo più percorsi .
Dunque il rischio è, per assurdo, che chiunque possa affermare di essere qualificato allo svolgimento della professione anche se non lo è, e venga assunto alle stesse condizioni di un  professionista che ha seguito per intero  un percorso formativo .
Eppure quello dell'educatore è un lavoro particolarmente complesso che prevede una conoscenza multidisciplinare: dalla pedagogia al psicologia alle scienze mediche , unite alle moltissime ore dedicate al tirocinio e alla sua rielaborazione. 
Tutto questo perché l'educatore è un professionista che opera in circostanze complesse, delicate e al margine della società . 
E' un operatore sia sociale che professionale o sanitario.

Prima della Riforma la preparazione dell'educatore era assegnata a strutture di formazione professionale, mentre oggi per diventare Educatori Professionali la strada da seguire è unicamente quella universitaria.
Iniziando dagli studi superiori, l'ideale sarebbe partire da una scuola ad indirizzo pedagogico o psicologico . 
A livello universitario esistono due percorsi entrambi validi e assolutamente consigliabili per avere una preparazione a tutto tondo:

1 . Corso di laurea in Educatore Professionale, Educatore dell’Infanzia o Formatore nella Classe di Scienza della Formazione (18)

2 . Corso di laurea triennale a numero programmato in Educazione Professionale,classe delle Professioni Sanitarie Area della riabilitazione (SNT2) . 
(AbcTribe)

Ma allora come mai così tante persone si definiscono educatori?
E soprattutto, siamo sicuri che tutti questi finti educatori senza una formazione adeguata non facciano più male che bene?
A me più che educatori sembrano tanti adulti che vogliono plasmare le menti di noi giovani a loro immagine e somiglianza, quando invece La Montaigne affermava che è meglio una testa ben fatta che una testa ben piena  e parafrasando Gandhi si potrebbe dire che un buon educatore è quello che lascia scottare le dita ai ragazzi.

Forse i moderni pseudo educatori di oggi si sono dimenticati che, oltre ad avere un titolo e una preparazione, bisognerebbe ricordare i grandi maestri del passato e del presente: Socrate, Platone, Maria Montessori, Piaget, Morin, i Sensei del lontano oriente...
Cos’hanno in comune?
Nessuno di questi ha mai cercato di inculcare la propria idea nei giovani, hanno insegnato il sapere attraverso l’esperienza, attraverso la libera scelta, attraverso gli errori permettendo ai ragazzi di diventare così degli adulti che non sono dei loro duplicati ma delle persone con una loro testa pensante, ben fatta per l’appunto.
E’ una pecca che nel nostro paese non siano riconosciute ufficialmente le figure dei formatori e degli educatori, perché alla fine tutti si sentono in dovere di educare o insegnare qualcosa quando invece sarebbe meglio che tenessero la bocca cucita.


17 commenti:

  1. Ciao Xavier,
    sono pienamente d'accordo con te.
    I non ho mai visto educatori degni di tale nomina, inoltre le facoltà che hai nominato (non so al nord), ma da noi vengono chiamate "scienze delle merendine". Questo perché hanno pochissimi esami tra l'altro molto piccoli. In realtà per fare l'educatore servono tantissime nozioni, ovviamente, in tantissime materie. Il compito dell'educatore, come ben dici, non deve portare alla manipolazione della mente, ma all'apertura di quest'ultima in moda da dare al soggetto tutti gli strumenti atti alla sua crescita e al miglioramento della sua persona. Posso dire che ad oggi io ho conosciuto tanta gente inutile e triste e pochi educatori.
    Un abbraccio

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    1. Per fortuna nella nuova scuola ho incontrato educatori molto bravi.
      ciao :-)

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  2. Ciao Xav, come tu sai ho studiato per diventare formatrice e puoi quindi immaginare che rabbia che mi fanno tutte queste persone che spacciano per educatori o formatori senza averne il titolo e le competenze.
    Non ci si può improvvisare educatori o formatori quando non lo si è perchè il rischio è quello di non riuscire a insegnare o a risolvere i problemi che una figura di questo livello è chiamata a risolvere.

    Un esempio lampante è anche nelle scuole: spesso i docenti hanno un altro lavoro, sono insegnanti di ripiego e non sanno trasmettere agli studenti le nozioni che dovrebbero imparare producendo così classi di ragazzi annoiati e sfiduciati.
    Per non parlare delle aziende...

    Sì mi piacerebbe essere riconosciuta come figura professionale, specie dopo tanti anni di duro studio!
    Un abbraccio
    Mel

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    1. Questi sono i misteri del nostro paese, creano nuove figure professionali e poi le fanno sparire... roba da matti!

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  3. Credo che tu abbia fatto un'ottima analisi della situazione. Io sono un'assistente all'infanzia: ai miei tempi non era necessaria la laurea per praticare questa professione, ma ore e ore di teoria erano nulla se non affiancate ad altrettante in dipartimenti di psicoterapia infantile, ospedali,asili ecc...
    Dall'altra parte della barricata, come genitore posso dire che i maggiori contrasti li ho avuti quando ho incontrato educatori che si ostinanavo ad omologare i ragazzini: comportamento diverso dalla massa uguale a etichetta di"diverso." Per me la diversità è un grande vantaggio, non una punizione.
    Scusa la lunghezza
    ciao ciao:))

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    1. Essendo sordomuto non posso che essere d'accordo con te; la diversità è un valore aggiunto e non oggetto di discriminazione.
      ciao :-)
      Xavier

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  4. Conclusione fantastica, mi hai spiazzato ehehe
    Volevo solo aggiungere che io da 5 anni faccio l'animatore, all'inizio solo in oratorio, poi la mia esperienza è uscita da quelle mura, (senza staccarsene); credo di potermi definire educatore, senza però aver mai studiato pedagogia.
    Concordo, non bisogna imporre la propria idea, in quel caso si otterrebbe il contrario. Molto meglio far capire gli errori, spiegando con calma...

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  5. In effetti tutti si sentono educatori, termine peraltro molto imponente a mio giudizio. Hai citato grandi nomi che hanno in realtà educato molte generazioni e non so se in bene e in male credo che tutto dipenda dai tempi che hanno poi formato la storia. Hai ragione nel dire che molti si sentono in dovere di educare e insegnare ma sono davvero in grado di farlo tutti? E' una lunga storia che secondo me parte dal fatto che il ruolo di educatore dovrebbe avere una massiccia dose di amore per il soggetto da educare.
    Un caro saluto-

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    1. Amore e rispetto dovrebbero essere sempre al primo posto!
      Ciao :)

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  6. Ciao Mago, ieri ho mandato un commento ma non lo trovo, forse ho fatto casino e te lo rimando.
    Mi trovi d'accordo circa la figura dell'educatore.
    Io sono una educatrice dell'infanzia e ai miei tempi non c'era la laurea per esercitare ma tanta pratica presso presidi di neuropsichiatria infantile, reparti maternità, asili ecc....
    Come genitore purtroppo mi sono trovata spesso in disaccordo con educatrici che ritengono giusto omologare tutti i ragazzini: a mio modesto parere sono le diversità a fare l'individuo; aggregarli, fonderli nel branco la trovo una pessima idea. Purtroppo per questo mio pensiero i miei figli ne hanno pagato le conseguenze: il fatto che non si aggrgassero al branco destabilizzava le educatrici.
    Scusa la lunghezza e se per sbaglio ti ho inviato 2 volte il commento.
    Ciao, a presto:)

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    1. Non centri tu ma blogger che aveva piazzato i tuoi commenti nelle spam!

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  7. hai perfettamente ragione...perfettamente.
    Da qualche mese frequento un centro di riabilitazione con il mio bimbo che ha appena compiuto un anno e di pseudoeducatori ne ho visti agire anche sulla mia pelle...quelli bravi poi li mandano via perchè sono consulenti e pur di evitare un'assunzione calpestano la psicologia di un bimbo che magari si era anche affezionato...ma questo è un altro discorso...
    cmq,quando hai tempo di passare da me, ho un pensiero per te...
    a presto!

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    1. Mi spiace per il tuo bambino e capisco quello che stai passando. Un abbraccio grande grande :-)
      Xav

      grazie per il premio

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  8. Xavier, sono passa per dirti che ho pubblicato la ricetta della crostata vegana, spero ti piaccia e tutta per te ;)

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  9. Purtroppo le teste ben fatte sono in via di estinzione. In questo paese le competenze stanno sparendo a favore della tuttologia. Che tristezza!
    un abbraccio

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