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30/01/13

Ai confini della realtà


La ex presidente della Camera dopo anni di tv si candida con Baccini che appoggia Storace nel Lazio: "Avevo altre offerte, ma questa è quella giusta"
Sentivate la mancanza di Irene Pivetti sulla scena politica? Bene, ora la ex "enfant prodige", presidente della Camera a soli 31 anni, è pronta al rientro come capolista dei Cristiano popolari di Mario Baccini, che nel Lazio appoggerà la candidatura di Francesco Storace alle prossime elezioni regionali. 
Back to Silvio, quindi: anche per Irene, nonostante i dissapori passati.

L'ultima apparizione in Parlamento di Pivetti è di dodici anni fa. In mezzo, un assessorato a Berceto (Parma) nel 2009 e un altro a Reggio Calabria, entrambi chiacchierati. Ora, il rientro su Roma, in una lista collegata a Storace e quindi a Berlusconi. Mario Baccini, che - ironizza il quotidiano romano Il Tempo - "si è fatto la lista", dice: "Abbiamo scelto persone in grado di sottolineare l’impegno sociale e il rigore morale, tanto che quasi la metà della nostra squadra è composta da donne". Ed ecco qui Irene Pivetti, che torna "vandeana" dopo essere stata, a lungo, conduttrice televisiva. 
"Avevo altre offerte, non dico quali, ma questa è quella giusta", ha spiegato Pivetti, passata dal divorzio con la Lega per il suo rifiuto della Padania alla fondazione del movimento Italia federale, confluito poi in Rinnovamento italiano e quindi nell’Udeur di Clemente Mastella. E ora, i Cristiano popolari: perché, dichiara Pivetti, "è venuto il momento di riprendere un impegno politico diretto".
Poco importa che la lista sia a sostegno di Storace, spesso da lei criticato, nonché di Berlusconi. Interrogata sull'imbarazzo di fronte alla vicenda Ruby, Pivetti ha risposto: "Eh, m’imbarazza, eccome se m’imbarazza, ma non m’interessa, c’è dell’altro in Berlusconi". 
Forse lo dirà in un'ospitata, delle quali è maestra.
(Giornalettismo)


Chissà cosa ne pensano Monti e Casini. Nella lista di Futuro e Libertà per l’Italia, il rassemblement che Gianfranco Fini ha messo insieme per assicurarsi sopravvivenza in parlamento dopo la fuga dal Cav., spunta Edda Negri Mussolini, nipote del Duce. Della storia parla il Corriere:

A parlare è l’ex sindaco di un paesino romagnolo che di nome fa Edda—come Edda Ciano, figlia di Benito e di Rachele— e di cognome fa Negri, ma anche Mussolini. Cognome nascosto per anni e aggiunto con fierezza solo nel luglio di quest’anno. Pochi mesi prima della sua candidatura, posto 25, nelle liste di Gianfranco Fini, Futuro e libertà, in Emilia Romagna. Edda Negri Mussolini è una donna pacata, di tutt’altro carattere rispetto ad Alessandra, che ancora ieri ha dato in escandescenze di fronte ad Andrea Scanzi su La7 e ha abbandonato infuriata lo studio televisivo, non sopportando le critiche al nonno. Pacatezza che non significa arrendevolezza.
Tanto che Edda rivendica con orgoglio di aver sostenuto quello che ha detto Silvio Berlusconi ben prima di lui:
«Certo, sono fiera di mio nonno. In quanto nonno, innanzitutto: ho passato molte estati con nonna Rachele, che mi raccontava con affetto di lui. Ma anche come capo di Stato ha fatto molte cose buone. Le bonifiche, l’architettura. E molte leggi che non sono state cambiate. Poi, certo, ha fatto errori». La dittatura, la violenza e le leggi razziali non furono errori. «Furono errori mostruosi, certo, ma il nonno ha fatto cose anche buone». Con questi parametri si può arrivare a dire che anche Hitler ha fatto cose buone: «Eh, ma insomma, cosa vogliamo dire, che mio nonno ha sbagliato tutto?».
Ma no, su, anche lui avrà detto buongiorno a qualcuno. 
Chissà cosa ne pensano Monti e Casini. Nella lista di Futuro e Libertà per l’Italia, il rassemblement che Gianfranco Fini ha messo insieme per assicurarsi sopravvivenza in parlamento dopo la fuga dal Cav., spunta Edda Negri Mussolini, nipote del Duce. Della storia parla il Corriere:

A parlare è l’ex sindaco di un paesino romagnolo che di nome fa Edda-come Edda Ciano, figlia di Benito e di Rachele- e di cognome fa Negri, ma anche Mussolini. Cognome nascosto per anni e aggiunto con fierezza solo nel luglio di quest’anno. Pochi mesi prima della sua candidatura, posto 25, nelle liste di Gianfranco Fini, Futuro e libertà, in Emilia Romagna. Edda Negri Mussolini è una donna pacata, di tutt’altro carattere rispetto ad Alessandra, che ancora ieri ha dato in escandescenze di fronte ad Andrea Scanzi su La7 e ha abbandonato infuriata lo studio televisivo, non sopportando le critiche al nonno. Pacatezza che non significa arrendevolezza.
Tanto che Edda rivendica con orgoglio di aver sostenuto quello che ha detto Silvio Berlusconi ben prima di lui:
«Certo, sono fiera di mio nonno. In quanto nonno, innanzitutto: ho passato molte estati con nonna Rachele, che mi raccontava con affetto di lui. Ma anche come capo di Stato ha fatto molte cose buone. Le bonifiche, l’architettura. E molte leggi che non sono state cambiate. Poi, certo, ha fatto errori». La dittatura, la violenza e le leggi razziali non furono errori. «Furono errori mostruosi, certo, ma il nonno ha fatto cose anche buone». Con questi parametri si può arrivare a dire che anche Hitler ha fatto cose buone: «Eh, ma insomma, cosa vogliamo dire, che mio nonno ha sbagliato tutto?».
Ma no, su, anche lui avrà detto buongiorno a qualcuno. 
(Giornalettismo)

Due notizie diverse, stessa tragedia: altre due persone che scelgono di far politica quando avrebbero potuto impiegare il loro tempo in altro modo.
E passiamo sulla scelta, che mi sembra discutibile, ma le motivazioni?
La Pivetti dice che ha avuto altre offerte da altri partiti di cui non vuol parlare ma ha scelto di stare con il Silvio anche se il caso Ruby la imbarazza molto… i più imbarazzati sono gli italiani ad avere rappresentanti politici di questo calibro; mentre la Mussolini... Beh, la sua è un’ispirazione di famiglia, dal momento che suo nonno sembra abbia fatto anche cose buone… se aver appoggiato Hitler e le leggi razziali è stata una cosa buona allora Putin è un santo. E poi da quando Mussolini si può definire un grande statista?
Non so, a questo punto mi candido anche io.
Vediamo, potrei formare la Lista Civica Scazzati d’Italia Uniti: mi votereste?
Prometto:
-tasse eque in base al reddito reale, non quello Istat: se hai i soldi paghi, altrimenti se evadi vai in galera.
-stipendio per i politici: pari a quello di un impiegato: 800/1000 euro al mese, si scala di 100 per ogni cazzata fatta o detta. Se lavori continui, se non lavoro fuori dai piedi.
-scuole funzionanti: niente finanziamenti alle scuole private, edifici ristrutturati e con apparecchiature degne di un paese civile, docenti preparati, formatori e psicologi. Le cariatidi ferme a programmi garibaldini a casa.
-dipendenti pubblici pagati a numero di persone servite al giorno: vediamo se ci sono ancora asl o uffici postali pieni di code e con appuntamenti a data da definirsi.
-sussidi alle aziende che vogliono davvero lavorare
-impieghi per i giovani, i disabili e le donne, con tanto di asili sui posti di lavoro
-stop a Imu: la prima casa è un diritto.
-mutui equi.
-sanità funzionante: non si può morire per un’appendicite o trovare un topo in sala operatoria o formiche in un comodino!
-energie rinnovabili e consumo di prodotti nazionali.
-potenziamento dei mezzi di trasporto (con abbassamento dei costi dei biglietti): così diremo addio a smog e auto

Che altro?
Non so suggerite, io partirei da qui e tutto il resto verrà da sé.



4 commenti:

  1. Approvo al centomila per cento il tuo programma politico, restando in ogni caso senza parole di fronte a questi ritorni e new entries della politica.
    Dai, ammettiamo a Roma anche il circo Orfei!!!
    Un abbraccio
    Mel

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    Risposte
    1. La famiglia Orfei potrebbe offendersi...
      ciao

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  2. Un programma elettorale degno di un vero capo di Stato, meriti di essere votato.
    Se poi andasse male propongo per la candidatura Topo Gigio!
    Notte
    Matilda

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E anche quella di Paperino :)
      bacio bacio

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