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30/01/13

Cose da maschi e cose da femmine


Nasce un bambino e fin qui tutto bene.
Cresce un bambino e cominciano i problemi. Per il bambino.
Tutto si rifà in due semplici paroline: maschio e femmina e non mi riferisco al sesso del nascituro ma al significato che gli viene attribuito.
Azzurro è da maschio, rosa è da femmina.
Il meccano è per maschio, la bambola che fa pipì è per la femmina.
La gonna è per la femmina, il pantalone per il maschio.
Il gioco del calcio è per il maschio, la danza è per la femmina.

Ma che succede se tutto viene capovolto?
Se a un bambino piace il rosa, ama cucinare o danzare allora è gay: no, non è detto!
Se a una bambina piace giocare a calcio, indossa solo tute da ginnastica e le piacciono i motori allora o è lesbica o è un maschiaccio: no, non è detto!

Chi ha stabilito queste assurde regole non scritte per i bambini?
Qui bisogna risalire all’uomo delle caverne che andava in giro con la clava a cacciare mentre la donna rassettava la caverna e si occupava di sei, sette, otto bambini.
Oppure ricordiamo l’antica Grecia e l’antica Roma? Io Tarzan, tu Jane era già il progresso per come venivano suddivisi i ruoli dell’uomo e della donna.
Saltiamo a piè pari il Medioevo che è stato un periodo oscuro, ma proprio per tutto, e non mi addentro nemmeno nei secoli a venire.

Nella nostra società i problemi di un bambino cominciano prima nella culla, con tutti quei fiocchi rosa o azzurri e i pupazzi differenziati, ma peggiorano nella scuola della prima infanzia dove l’insegnante (vuoi per cultura, per frustrazione personale, perché ha la testa farcita da libri di pedagogia ma non sa veramente insegnare...) suddivide i bambini in due categorie e alla fine i maschi sono costretti a giocare da maschi e con i maschi e così le femmine sono costrette a giocare da femmine e con le femmine.
E qui, come un malware nel computer, si insinua anche la non cultura della sessualità e arrivano gli stereotipi ma quel bambino ha la collana, allora è gay e bisogna prendere provvedimenti oppure ma quella bambina gioca alla lotta, è lesbica, non troverà mai un marito!

In Francia questo problema è visto in modo diverso: esistono sezioni nella scuola dell’infanzia, volti a combattere questa violenza priscologica e i suoi stereotipi: si esortano i bambini a giocare con tutto senza distinzione di colori o trattamenti e complimenti differenziati.
Perché i bambini dovrebbero trattenere le lacrime? Non è mancanza di virilità.
E perché le bambine non possono mostrare un carattere deciso? Non è mancanza di femminilità.

Perché la nostra società deve vivere su stereotipi?
E’ questo che poi genera tutti i problemi connessi all’adolescenza, all’accettazione di sé e i problemi peggiorano col passare del tempo.
La parità dei sessi non esiste: le donne ne risentono perché devono sempre faticare più di un uomo e hanno sulle loro spalle carichi maggiori. La donna media deve infatti essere una moglie perfetta, una madre perfetta, una lavoratrice perfetta, una casalinga perfetta e tutto col tacco 12, la gonna, trucco e parrucco impeccabili. Praticamente dev’essere un robot.
E l’uomo? Lui dev’essere macho man: duro, con la clava in mano, deve portare a casa lo stipendio, non dev’essere tenero con i figli, lui e solo lui deve prendere le decisioni e l’ultima parola dev’essere sempre la sua, deve pretendere e prendere e mai essere contraddetto. Insomma, anche lui una macchina senza cuore.

Che fare per mettere fine a tutto questo?
Bisognerebbe dare un taglio ai fili con cui ci vogliono legare fin da bambini, uscire dagli stereotipi ed essere più aperti, venirsi incontro senza rivalità: mettersi su un piano alla pari perché uomini e donne devono viaggiare alla pari, non ci può essere sempre uno scalino di differenza.
L’uomo non è meno uomo se lava i piatti o guarda Via col vento; la donna non è meno donna se cambia la ruota alla macchina o guarda un incontro di boxe.

Apriamo la mente, diventiamo veramente uomini e donne del futuro!



14 commenti:

  1. I soliti prodotti di una cultura piena di stereotipi: mi viene in mente la lettera di un giornale dove un padre era incazzatissimo con la suocera perchè aveva regalato una bambola al nipote di 1 anno e chiedeva allo psichiatra se così il figlio sarebbe diventato omosessuale.
    Inutile dire che lo psichiatra si è alquanto arrabbiato e ha spiegato che a furia di stereotipi non si va molto lontano.
    Questo episodio la dice lunga su come vanno le cose e il tuo post è ancora più illuminante.
    Baciotti

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    1. Io ho giocato con le Barbie di mia sorella e usavo i trucchi di mia mamma... forse non faccio testo :):):):)
      ciao

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  2. Bravo Xavier, hai ragione cerchiamo di aprire un po' la mente, ci eviteremo tanti problemi. Fortunatamente sono cresciuta in una famiglia dove non hanno mai fatto tante differenze tra maschi e femmine e fortunatamente ho un marito che passa l'aspirapolvere senza per questo sentirsi meno maschio, però è vero che mania sarà mai questa di voler etichettare tutto, di voler stabilire che un colore, un gioco, un'attitudine è " da maschio" o è " da femmina". Poi è così che si crea la grande frattura tra uomini e donne!
    Ciao, un abbraccio.
    Antonella

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    1. Eppure si continua a fare distinzioni... per alcuni evidentemente deve essere rassicurante.
      ciao e un baciotto

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  3. Hai proposto un tema molto intrigante. Freud dice che il sesso condiziona la vita, dalla nascita alla morte. Io credo che, indipendentemente dai genitali, la sessualità psicologica è estremamente condizionata da fattori esterni. Quali sono questi fattori? beh, l'ambiente, la società e perchè no, gli stessi genitori che impongono questo sacro dogma che i maschi devono giocare a palle e le femmine con le bambole. Tutti i bambini (nessuno nasce imparato, vecchio detto di mia nonna) vengono "formati" da questi fattori. Io apprezzo molto quei bambini che dicono no, quelli che si differenziano, quelli che mirano al proprio individualismo, quelli si che sono dei grandi uomini o grande donne. Un altro esempio pratico è la religione, io sono cristiano (a modo mio) non perchè io ho scelto liberamente ma perchè i miei genitori, i parenti e la scuola (perche la chiamano ora di religione se poi si parla sempre e solo di gesù ecc?...ma....) io penso che ogni persona deve avere il libero diritto di scegliere quale o cosa credere o no.
    ottimo post! Bravo

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    1. E se lasciassimo perdere la psicanalisi e finalmente decidessimo di essere solo noi stessi non sarebbe meglio? Sicuramente saremmo più felici!
      ciao

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  4. Ciao Xavier,
    sono passata solo ora perché non ho avuto un attimo per accendere il pc. Un gran bel post e concordo con ogni tua singola parola. Per esempio, un amico di mia zia della Francia, che per me è come uno zio ha dei modi molto femminili, gli piacciono cose da donna, ma è comunque etero. Comunque credo fermamente che l'orientamento sessuale prescinda da queste cose, per me è una questione di gusti. Poi non capisco il motivo di allarmarsi e prendere provvedimenti, mah!!!! la natura deve fare il suo corso, non si può obbligare una persona ad essere ciò che non è.
    Un abbraccio e buona serata

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    1. Mio nonno (quello che è morto) amava ricamare diceva che lo aiutava a pensare e non si è mai sentito meno uomo o sminuito per questo.
      Bacio bacio :)

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  5. Come hai detto te, viviamo in una società di stereotipi, ignoranza e dove l'apparenza è considerato un valore principale. E questo dice tutto.

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    1. L'apparenza e l'effimero stanno rovinando i rapporti interpersonali perchè è molto più semplice fermarsi in superficie.

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  6. Hai scritto una frase giustissima: apriamo la mente.
    Chissà se un giorno potrà accadere sul serio, nel frattempo complimenti per il tuo post: è molto intelligente e anche ironico.
    Buonanotte
    Matilda

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    1. Ho tanti apriscatole... e se cominciassimo ad usarli?
      bacio

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  7. a mio figlio,piccolino,piaceva tutto...la spada,la betoniera e il passeggino e fu così che una bella sera siamo tornati a casa con lui che spingeva un piccolo passeggino rosa con dentro un orsacchiotto, era dolcissimo e tenerissimo.Ora è un giovanotto che se ne va a zonzo allegramente con la sua ragazza...che c'è di male se si ama il rosa o si gioca con la bambola? I bambini vanno lasciati liberi di esprimersi come vogliono e sentono in un gioco delle parti che sia scambiabile...

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    1. Tu figlio è stato il bambino più felice del mondo perchè ha avuto ed ha due genitori intelligenti.
      buona giornata

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