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07/12/12

Intervista a Giulio Cesare ultima parte


E gli uomini?
Ci sono stati anche quelli, di necessità virtù: ma non mi si definisca bisessuale, questo è un termine tutto vostro che crea molti problemi.
Da noi non c’erano etichette, si amava punto e basta.

E che mi dici dei pirati, è vero che sei stato prigioniero e che hai pagato per farti liberare?
Eh già, con quali soldi? Ero un soldato, non avrei mai chiesto soldi a Roma per farmi liberare. Semplicemente mi sono guadagnato la libertà lavorando a bordo, è anche così che ho imparato a nuotare, cosa molto utile dal momento che a Roma quasi nessuno sapeva nuotare.

Come mai hai scelto di fare il soldato?
Per ripicca verso Lucio (Silla, nda), il compagno di mio zio Mario (Gaio Mario, nda). Lui sosteneva che non avevo la stoffa per combattere e così mi diede l’incarico di sacerdote. Io per ripicca entrai nell’esercito.

Parliamo ora di Marco... (Marco Tullio Cicerone, nda)
E’ nei paraggi?

No.
Bene, perché ha le orecchie molto lunghe, anche fin troppo per i miei gusti.
Io e Marco ci siamo conosciuti in modo molto diverso da quello che descrivono i libri di Storia, che ci vogliono sempre contro come cane e gatto.

Ora mi hai incuriosito.
Avevo quasi diciassette anni e un giorno d’estate mia madre stava aspettando dei documenti importanti. Bussarono alla porta ma siccome lei era impegnata, andai ad aprire in abiti non proprio civili (ma d’altra parte, con una ragazza che aspetta in camera che si può fare?) e me lo trovai davanti.
Mi squadrò da capo a piedi prima di entrare in casa e domandare se mi sembrava educato presentarmi così.

Cosa gli hai risposto?
Che se potevo farlo era perché evidentemente ero in grado di fare qualcosa che a lui non doveva riuscire da molto tempo.
Mi rispose in modo non proprio gentile e ricambiai. Da quel giorno ogni occasione era buona per recarmi in Senato a rompergli le scatole: non dicevo niente, ma bastava la mia presenza a infastidirlo.
Fu un malore di suo fratello Quinto, in seguito tenente al mio servizio in Gallia, che saldò definitivamente la nostra amicizia.

A questo punto sono tentato dal buttare via i libri di Storia.
Non sarebbe male!

Che mi dici del tuo veni, vidi, vici. Com’è nato?
E’ nato come presa in giro per Marco.
Quando spedivo i miei resoconti a Roma, lui mi spediva delle lettere private in cui come postille inseriva sempre che ero troppo sintetico nei miei scritti.
Così gli mostrai che se volevo, sapevo essere davvero molto sintetico, più di quanto lui potesse immaginare.

Se potessi tornare indietro, cosa cambieresti?
Sicuramente non sarei andato in Senato quel giorno, avrei preso Calpurnia, Cleopatra, Ra e me ne sarei andato...
O forse non l’avrei fatto lo stesso, non sarebbe stato da me.

A proposito di Calpurnia, è vera la storia del sogno?
Vera, era davvero molto turbata la notte prima delle Idi di Marzo.

E Cleopatra era nuda in quel tappeto?
No! Cleopatra non arrivò a me avvolta in un tappeto, ma si nascose sotto un cumulo di tappeti prima che entrassi nelle mie stanze nel palazzo di Alessandria.
Quando li sollevai era vestita e mi guardava piuttosto contrariata.

Cosa le avevi fatto?
Ridevo del suo piccolo trucco: mai ridere di una donna, specie se diventerà la tua.

Cosa ne pensi dei film, libri e cartoni animati fatti su di te?
Penso che finché si parlerà di me si parlerà anche di Roma e la sua memoria non sarà mai dimenticata, perciò va bene anche se a volte fantasticano un po’ troppo.

Per concludere: una frase per farti ricordare?
Un’altra?! Come se non avessi detto, fatto e scritto fin troppo!
Piuttosto che una frase, ti chiedo un favore: la prossima intervista riservala a Marco.
Mi farebbe un gran piacere leggerla.

Sarà fatto.
Grazie mille!


14 commenti:

  1. Ciaooooo,
    ma che bella questa idea dell'intervista. Per la verità ti avevo scritto anche ieri un commento sulla prima parte, ma forse per errore non ti è arrivato...boh!!!
    comunque ho apprezzato molto questo tuo lavoro e mi piacerebbe leggere altre tue interviste con altri personaggi.a presto e buona serata ;)

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  2. Ciao Audrey, il commento di ieri è arrivato era il mio pc ad avere problemi, si rifiutava di pubblicarli.
    Le interviste non mancheranno ma se clicchi sull'etichetta la storia racconta ne troverai altre.
    Buona serata :)

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    1. ah, credevo di aver sbagliato io ;)
      i pc sono un tormento, non ti dico il mio a volte vorrei saltarci sopra ahuahuahua
      essendo nuova del tuo blog non sapevo ci fossero altre, allora vado a sbirciare volentieri, grazie!!! Buona domenica ;)

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  3. questa è una macchina del tempo ;-)
    bella la veste grafica natalizia miciosa!!!:-)
    mi complimento perchè hai indovinato l ultimo fotogramma per quest anno! e nn era facile ;-)
    bravo!
    ciao!

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    1. Grazie Fiore
      Un abbraccio a te e ai tuoi pelosi :)

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  4. Che belle che sono queste interviste, a me letteratura latina e la storia in generale mi piacciono molto, quindi m'incuriosisce sempre leggere su questi argomenti :-)

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  5. Quante cose ho imparato con questo post, neanche lo immagini!!! BRAVISSIMO!!!:)))))))))))))

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  6. è stato davvero interessante e divertente leggerla! complimenti :D
    un abbraccio

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    1. Grazie, sono contento che ti sia piaciuta.

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  7. Cosa possiamo scrivere se non i nostri complimenti? Le tue intervisti argute, sagaci e soprattutto fuori dagli schemi fanno rivivere la Storia e i suoi grandi personaggi sotto un'altra luce e li svecchiano dalla polvere delle scuole.
    Bravissimo!

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  8. Bellissima quest'ultima parte, specie l'appunto su Cleopatra e la storia del tappeto.
    Mi sono piaciuti molto gli approfondimenti su Cicerone e anche su quello che Cesare prova verso i suoi figli.
    La conclusione è a dir poco perfetta.
    Bravo!

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  9. Ma perchè non sei uno dei miei studenti?!
    Un'intervista bella, sagace, approfondita, perfetta nei tempi di scrittura e nella forma di esposizione del testo.
    Meriti un dieci e lode!

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