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06/12/12

Intervista a Giulio Cesare prima parte


Nome
Gaio Giulio Cesare

Gaio...
Sì, Gaio o Caio.

Gaio in tutti i sensi?
Ovviamente! Vorrei ricordarti che i nostri costumi a Roma erano più liberali dei vostri e già che ci siamo, non mi dare del lei, nemmeno questo era nostro uso e costume.

Molto bene. Parlando dei vostri costumi, erano liberali nonostante tutto quello che si legge sui saggi odierni?
I vostri saggi sono riveduti e corretti dalla religione cristiana. Se nel prossimo millennio si parlerà dei vostri usi, anche quelli saranno filtrati dalla cultura dei posteri. Perciò dimentica tutto quello che hai letto, non potrete mai sapere quali erano davvero i nostri costumi!

Allora riprendiamo la nostra intervista. Quando sei nato?
13 Luglio, l’anno ancora non l’hanno deciso. C’è chi dice 101 a.C., chi 100 a.C. e io non dico mai qual è l’anno esatto, mi piace lasciarmi intorno un alone di mistero.

Siccome si è detto di tutto e di più su di te, cosa ne pensi di un’intervista fuori dagli schemi?
Rispondo che sono d’accordo.

Ho letto che hai ricevuto molti titoli: Padre della Patria, Pontefice Massimo, Divo Giulio. Ti impressionano?
Si fa quel che si può; in ogni caso il titolo che ho sempre preferito è stato papà.

Dicono che i nati sotto il segno del cancro siano molto affezionati alla propria madre. Com’era il rapporto con la tua?
Ho sempre adorato mia madre Aurelia, è grazie a lei se sono diventato l’uomo che sono: dopo la morte di mio padre riuscì a crescere da sola me e le mie due sorelle maggiori insegnandoci qualsiasi materia ma soprattutto a credere in noi stessi e nei valori per cui abbiamo sempre combattuto.
Siamo cresciuti nel quartiere più povero di Roma in compagnia di ebrei, greci, fenici, macedoni, egizi... Avevo un sacco di balie straniere con cui ho imparato tutti i trucchi che mi sono tornati utili una volta cresciuto.
Tornando a mia madre, ho pianto tantissimo il giorno della sua morte, credo che con lei qualcosa di me se ne sia andato per sempre.

Quali erano i tuoi valori?
Giustizia, uno stato innovativo e davvero democratico, pietà verso in nemici.

Dicono che la tua clementia alla fine ti abbia condotto alla morte...
Sarei morto lo stesso, gli uomini rivoluzionari prima o poi perdono la vita ed entrano nella gloria altrimenti nessuno seguirebbe le loro idee e tanto meno li chiamerebbe eroi.

Dunque nessun rancore verso Bruto?
No, non potrei portargli rancore: era comunque mio figlio e nessuno può sapere cos’ha passato prima di arrivare a uccidermi.
E per inciso, io non ho mai detto anche tu Bruto, figlio mio prima di morire e non mi piace che i libri di Storia dipingano Ottavio come un santo e Giunio come un demone: ho sempre amato tutti i miei figli allo stesso modo, con i loro pregi e i loro difetti.

Ottavio era allora tuo figlio o l’hai solo adottato?
Era mio figlio, anche se per proteggerlo l’affidai ad Azia fingendo di essere suo zio.
Per la cronaca ho avuto quattro figli: Giulia, morta di parto durante le mie campagne in Gallia; Giunio; Ottavio e Ra che i libri di Storia hanno ribattezzato Cesarione.
Ogni volta che Cleopatra sente quel nome lancia strali contro gli storiografi.

E’ triste pensare che solo uno dei tuoi figli alla fine è vissuto a lungo...
Lo so, ma purtroppo erano tempi difficili. Il rimorso di non aver potuto salvare Giulia e di non aver impedito la morte di Giunio e Ra mi ha tormentato per lungo tempo.

Torniamo a parlare di te, ma quante mogli hai avuto?
Ormai ho perso il conto... Scherzo, prima che le mie amatissime metà leggano quest’intervista ho avuto cinque mogli: Cossuzia, Cornelia, Pompea, Calpurnia e Cleopatra.

E’ vero che sei stato bigamo?
Questo è un termine moderno, ma è vero: sono stato contemporaneamente sposato con Calpurnia e Cleopatra (con le quali convivo anche nell’aldilà) e per un certo periodo abbiamo vissuto insieme a Roma.

Paradiso o inferno?
Un paradiso finché non le facevo arrabbiare, poi era meglio uscire di casa...


5 commenti:

  1. Mago ma tu mi mandi in Paradiso! Giulio Cesare è il solo uomo di cui avrei accettato più che volentieri la corte e ora tu lo intervisti, sei mitico!
    Complimenti per le chicche che sei riuscito a scovare, hai cominciato a tratteggiare un ritratto molto particolare e insolito di questo grande uomo.

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  2. ma che bella questa intervista,sei un genietto!!!! mi hai anche fatto divertire oltre ad aver effettuato un piccolo ripasso di storia ;)
    un abbraccio Mago-genio :D

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  3. GRANDE!!!!!!! mi è piaciuto tantissimo!!!1 BRAVO MAGO!!!!!!!!!!:)))))))))))))))

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  4. Che bel dono e che emozione!,è un sogno leggere un'intervista così intima ed intensa, fatta ad un uomo così celebre!:)
    Ciao caro amico
    Ti abbraccio,Luci@

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  5. Sono contento che vi sia piaciuta ce ne saranno altre.
    Grazie a tutti :)

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