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03/10/12

Pesci all'amo virtuale


Campobasso. Si è finto omosessuale su Facebook, ha messo online la foto di un bel ragazzo, e ha cominciato ad adescare gay in cerca di compagnia convincendoli con una buona dose di fantasia truffaldina a versare su carte di credito intestare a un prestanome cospicue somme di denaro che poi andava a ritirare preso gli sportelli bancomat. Il tutto mentre era agli arresti domiciliari.

La truffa online è stata però scoperta, e per il 43enne di Campobasso si sono aperte le porte del carcere, dal quale era uscito pochi mesi fa in seguito a un arresto per reati di altra natura. Le indagini sono della Polizia Postale e delle Comunicazioni del capoluogo, che ha utilizzato per risalire al responsabile e al suo complice il sistema cosiddetto ATM, utilizzato nelle tecniche di difesa contro ladri e rapinatori.

Il pregiudicato campobassano ha finto di essere omosessuale aiutato dalla fotografia di un ragazzo di bella presenza, si è costruito un falso profilo sui social network ed è entrato in confidenza con diversi gay, promettendo amore e attenzioni, e una relazione che per diventare stabile e sicura aveva bisogno del ’piccolo aiuto’ di denaro contante.
Prima attraverso mail, poi anche con sms inviati e ricevuti sul cellulare, l’uomo li ha convinti, adducendo le scuse e i pretesti più incredibili e promettendo incontri di passione e amicizia e relazioni sentimentali, a versare i soldi su alcune carte di credito intestate a un prestanome, che poi materialmente ritirava le somme presso gli sportelli bancomat.

Servizi di osservazione presso gli sportelli bancomat, verifiche sui tabulati telefonici e gli indirizzi mail: la Polpost di Campobasso è riuscita a ricostruire la rete di relazioni e passaggi di soldi individuando la “mente” della truffa e il suo braccio operativo. Una perquisizione domiciliare nell’abitazione nella quale il 43enne era sottoposto al regime di arresti ha confermato i sospetti. In casa sono state trovate le carte di credito e i riferimenti dei computer usati per mettere in pratica il raggiro. L’uomo è stato trasferito in carcere perché, secondo il Gip che ha firmato la richiesta del pm, potrebbe ripetere il reato, data la mole di aggeggi elettronici con i quali estorceva soldi a ignari omosessuali. Il suo complice è stato denunciato.
(Primonumero)

Una storia come questa mi fa venire subito in mente una riflessione: chi è così scemo da dare a un perfetto sconosciuto dei soldi?
La risposta innesca una seconda riflessione: chi non è capace di tenere separata la realtà on line da quella off line.
Ci sono tante, troppe persone che si fidano ciecamente delle conoscenze virtuali che si chiamano così perché tali dovrebbero rimanere: virtuali, non reali.
La realtà è quella che si vive una volta spento il computer e usciti di casa.
Ho sempre pensato, e l’articolo mi da ragione, che non bisogna dare troppa fiducia e incontrarsi off line con le persone che si conoscono virtualmente proprio perché non si sa mai chi si nasconde dall’altra parte dello schermo: magari è una brava persona, magari è Ted Bundy.
Lo schermo è una realtà separata dal resto del mondo: rende noi e gli altri più sciolti, più sicuri, ci permette di fare cose che nella realtà è difficile realizzare (ad esempio scrivere in tempo reale con qualcuno che vive dall’altra parte del mondo) e proprio per questo deve rimanere distaccato da quello che siamo tutti i giorni.
Il virtuale è la nostra valvola di sfogo: se vogliamo mandare a fanculo qualcuno possiamo farlo liberamente, se vogliamo confidarci possiamo farlo certi che quella persona non ci incontrerà mai; allora perché all’improvviso urge la necessità di intrecciare relazioni reali attraverso il virtuale?
E’ così difficile capire che quello che siamo on line è differente da quello che siamo off line?
Gli amici virtuali devono rimanere virtuali perché intrecciare la vita reale col virtuale è sempre un rischio.
Per quanto riguarda la vicenda di Campobasso sono state stupide quelle persone che hanno dato i soldi al falso gay: ricordando che non avrebbero dovuto mescolare la vita virtuale con quella reale, ma da quando in qua per iniziare una relazione si versano soldi?
Cari amici virtuali, vi voglio bene ma rimarrete sempre virtuali.




8 commenti:

  1. Sono dello stesso parere: le conoscenze virtuali devono restare separati dalla vita reale, altrimenti si possono ricevere delle gran brutte sorprese.

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  2. Il virtuale è un universo amorfo, nel senso chiunque davanti a un terminale può e lo fa, crearsi un mondo alternativo alla realtà. Concordo con te mago, gli amici virtuali rimangano tali, se poi esistono eccezioni meglio ancora.

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  3. Sprovveduto e fesso chi si fida della prima persona o chi vuol esserlo.
    Fai bene a tenere il web e il reale separati.
    Un abbraccio

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  4. Il signore ha commesso una frode, è indubbio, ma sono stati più stolte le persone che hanno abboccato al suo amo sperando di ottenere incontri (sicuramente di un certo genere) off line.
    Questo insegna che bisogna pensare prima di agire e che realtà virtuale e realtà non virtuale devono restare entità distinte.

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  5. non si può pensare di conoscere virtualmente...
    mi acocntenterei di occasionale scambio... l'argomento a scelta!

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  6. Fesso chi ha deciso di incontrare off line questo tipo!
    Da quando in qua on line e off line si devono mescolare?

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  7. Concordo con te!...
    ...che il virtuale rimanga quel mondo leggermente soffuso di sogni.
    Ciao e lieta serata!:)
    Luci@

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  8. Concorso fino ad un certo punto.Fidarsi e' comunque una cosa difficile gia' nella vita"vera" figuriamoci in quella "virtuale"Quello con non bisogna mai farsi mancare e' il buon senso e la misura delle cose.Vero e' che pero' molte persone possono tramite la tastiera di un pc, di comunicare, di esprimere i loro pensieri, di sentirsi parte del mondo che scorre davanti alle proprie finestre e che magari per 1000 motivi, non possono viverlo davvero.Molte volte questo modo di far sapere che esistono anche loro, e' la differenza tra una depressione che puo' ucciderti, o l'oblio di una vita senza senso.Io ho conosciuto, tramite un social network una persona davvero speciale,colui che adesso e' il mio compagno.Dopo mesi di chattate lunghissime, di telefonate dove si e'data una voce, a quella che prima era solo un'avatar, ricevere la fiducia,di qualcuno,che per l terrore di non essere accettato per quello che e', per come una malattia possa averti cambiato,usa una piccola bugia,o l'immagine di chi si vorrebbe poter essere.Sta a chi legge, capire, e intuire che molte volte chi hai davanti non e' chi dice di essere.Scoprire che in fondo, non e' mai importante come si e', ma come siamo dentro.Vincere la paura di non essere accettati,e fidarsi di farsi vedere, e' un'ostacolo molto difficile.Tutto questo per dire, che grazie a un modo virtuale ho trovato chi mi completa, e che posso completare.Se nel tuo destino esiste qualche anima a te affine, come si dice...l'altra meta' del tuo cuore....non e' importante come avviene ,ma importante e' che avvenga!!

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