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22/10/12

Google sfida Parigi e Berlino: no alla tassa ai motori di ricerca


PARIGI
Google sfida Parigi. Se il governo varerà la tassa sui motori di ricerca, il gigante americano di Internet minaccia di non citare più i siti dei media francesi nei suoi risultati di ricerca. La tassa in questione - simile a quella sul diritto d’autore - è auspicata dagli editori nazionali e sostenuta dal ministro della Cultura, Aurelie Filippetti.  

Il gruppo di Mountain View, in una lettera inviata a diversi ministeri francesi, dice di «non poter accettare» l’introduzione di una simile misura che «mette in dubbio l’esistenza stessa» del gruppo che, di conseguenza «si vedrebbe costretto a non far più riferimento ai siti francesi». Nella missiva Google ricorda i “circa quattro miliardi di clic al mese verso le pagine internet degli editori” francesi.  

Per Google l’introduzione di questa tassa significherebbe pagare una tantum per ogni lettura di articolo verso il quale il motore di ricerca avrebbe indirizzato l’internauta attraverso «Google Actualités» o attraverso il motore di ricerca Google.   
«Sono un pò sorpresa dal tono di questa lettere, che assomiglia a una minaccia. Non è con le minacce che si tratta con un governo democraticamente eletto», ha reagito il ministro della Cultura, Aurelie Filippetti. Gli editori francesi hanno chiesto al governo un progetto di legge affinché i motori di ricerca paghino agli editori dei «simil diritti di autori» nel caso di utilizzazione indiretta dei loro contenuti. Il governo tedesco ha adottato a fine agosto un progetto di legge molto simile che obbliga i motori di ricerca a versare delle commissioni.  

Ma Google ha ribadito oggi che una legge che tassi i motori di ricerca, in Germania come in Francia, sarebbe «molto dannosa per Internet» e porterebbe «a limitare l’accesso all’informazione, a ridurre il numero dei siti francesi referenziati su internet e anche a frenare l’innovazione». Dal canto loro gli editori reputano “inammissibile” che Google utilizzi gli articoli stampa «gratuitamente per stimolare il mercato pubblicitario francese senza remunerare i creatori di contenuti».  
(TMNews) 

La dittatura franco-tedesca colpisce ancora, stavolta vuole ledere i motori di ricerca e la libertà di internet.
Come? Inventando dei "simil diritti d'autore" (che non esistono!) in base ai quali ogni volta che un qualsiasi motore di ricerca nei suoi risultati mostra il nome o il contenuto di un media, è costretto a pagare una tassa.
Mi chiederete: ma i motori di ricerca pagano tasse e diritti d'autore?
Li pagano, eccome se li pagano: anche il più misero dei motori di ricerca paga ogni anno delle tasse che comprendono anche i diritti d'autore di tutti i paesi in cui è ospitato on line altrimenti non si troverebbero in rete canzoni, magazine, video, giornali, articoli, informazioni, canali televisivi...
Cos'accadrebbe se la legge franco-tedesca venisse accettata?
Che tutti i motori di ricerca dovrebbero pagare altre tasse e che per rivalersi di queste perdite costringerebbero noi utenti a pagare.
Come? Facile, attraverso mail, blog, siti e negozi internet, youtube, social network e apps.
Siamo stanchi di farci spremere come limoni, non capisco l'utilità di questa pseudo legge.
La rete era nata come luogo libero per lo scambio di informazioni e svago, ora si sono accorti che è una gallina dalle uova d'oro quindi vogliono mangiarci sopra; un pò com'è stato col canone Rai che non esiste più e si è trasformato in "tassa per apparecchi atti o adattabili alla ricezione".
Eh no, non si fa così! Se Francia e Germania hanno bisogno di più soldi, anzichè imporre tasse all'Italia e tasse ai motori di ricerca, perchè non applicano tasse elevate nei loro paesi a chi fuma, a chi beve, a chi gioca d'azzardo?
Sai quanti soldi entrerebbero nelle loro casse, senza spaccare i marroni a noi utenti!
E già che ci siamo, perchè l'Italia non crea una tassa da far pagare a tutti quegli stranieri che vengono nel nostro paese, si comportano come cafoni e poi permettono di criticarci? Forza Monti, crea la tassa sui cafoni, rimpingua finalmente le casse dello stato senza prelevarci tutto il sangue!

Per chi volesse approfondire, questo è il link dove potrete trovare la risposta di Google ai governi di Francia e Germania.





5 commenti:

  1. Questa non la sapevo!
    Sempre peggio.
    Grazie per la segnalazione, Mago di Oz.
    Ciao,
    Lara

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  2. Uhm.........fra poco ci metteranno anche una tassa sulla pipi....diventeremo distributori della "C-ESSO"....incredibile....ma la france e la germania vogliono sempre fare i wappi con gli italiani..........ma........

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  3. Non so niente di questa cosa, grazie di averci informati! Non se ne può veramente più.
    Ciao,serena notte.
    Antonella.
    P.S. ho fatto il post con le tue foto

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  4. Davvero si va di male in peggio e sono d'accordo con Nando, fra poco tasseranno anche l'aria e i bisogni!
    Francia e Germania dovrebbero seguire il consiglio di Cavezzali.
    Grazie per la notizia!

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  5. Come dice giustamente uno dei miei colleghi "linuxiani", anche un tostapane è "atto o adattabile alla ricezione".
    Al di là di questo, trovo assurda la proposta di legge francese, indice di un'inconcepibile ignoranza dei meccanismi di funzionamento della rete da parte di un "un governo democraticamente eletto".
    I signori editori dovrebbero essere contenti del fatto che i loro siti ed i loro contenuti vengano indicizzati dal più grande motore di ricerca, dato che (come accennato anche nella missiva di Google) essi traggono un notevole vantaggio economico dal fatto di apparire tra i primi risultati delle ricerche effettuate.
    Oserei dire che dovrebbero essere loro a pagare una tassa a Google per rimanere tra i risultati con ranking maggiore.

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