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02/10/12

Buono a sapersi? Ma noi giovani lo sappiamo, voi sumeri no!


La Polizia delle Comunicazioni, in collaborazione con Google, arriva nelle scuole italiane con il progetto Buono a sapersi: un programma di lezioni e corsi di navigazione sicura per insegnare agli studenti l’uso responsabile di Internet e delle nuove tecnologie.
Per tutta la durata dell’anno scolastico in 100 scuole di 100 province gli studenti potranno imparare a sfruttare le potenzialità della Rete senza incorrere nei rischi connessi alla violazione della privacy, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti e pericolosi per sé e per gli altri.
Navigare in sicurezza e gestire i propri dati online è una necessità degli utenti emersa anche da un’indagine realizzata da Doxa. Secondo quanto rilevato, il 79% degli utenti di internet ha timori a usare Internet, soprattutto per quanto concerne l’utilizzo improprio dei dati: furto di identità e paura che qualcuno usi i dati per compiere frodi o acquisti online.
“Competenze adeguate e formazione mirata sono gli strumenti necessari per assicurare la tutela della propria privacy e della sicurezza online – ha dichiarato Antonio Apruzzese, Direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni. “La nostra collaborazione con Google risale al 2010 con il progetto “Non perdere la bussola” e, forti dei risultati ottenuti con questa iniziativa, che rientra nel modello di sicurezza partecipata a cui la Polizia di Stato si sta ispirando da diversi anni, abbiamo deciso di rafforzare questa collaborazione. Partendo dai banchi di scuola possiamo contribuire a formare una generazione consapevole e responsabile di potenzialità e rischi della Rete.”
“Dopo il lancio del sito Buono a Sapersi, inauguriamo oggi iniziative di formazione e confronto sui temi della sicurezza e della privacy”,  ha commentato Simona Panseri, Direttore Comunicazione & Public Affairs di Google in Italia.“Per raggiungere ragazzi e adulti, i corsi si terranno tanto nelle scuole, ad opera della Polizia Postale e delle Comunicazioni, quanto online sulla pagina Google+ di Google Italia. Saper utilizzare in modo consapevole la rete è un requisito importante per trarre il massimo vantaggio di tutte le opportunità che lo strumento offre.”
(Google News)

Da quindicenne non so se mettermi a ridere o prendere la notizia sul serio. 
A parte pochi ragazzi come me che sono refrattari al vivere in simbiosi col pc, posso affermare senza dubbi che i miei coetanei sono nati col ciuccio in una mano e il computer nell’altra.
Insegnare a noi giovani un uso responsabile del computer sembra una barzelletta dal momento che un ragazzo su due è capace di usare un pc ad occhi chiusi (e non solo, usa senza problemi e spesso anche insieme tutto quello che grande tecnologia offre), è in grado di aprire più account, gestire siti, blog, forum, creare programmi e persino essere un hacker. 
Ne è l’esempio un giovane studente di Vicenza che ha craccato e modificato il programma per il registro elettronico della sua scuola e dopo aver preso il diploma è stato subito assunto dall’azienda creatrice del programma come responsabile della sicurezza.
Semmai sono gli adulti che devono essere educati a un uso responsabile della tecnologia e soprattutto del pc così potrebbero:
-smetterla di fingersi ragazzini per adescare noi giovani (che per fortuna siamo sempre di meno a cadere in queste trappole)
-evitare di allarmarsi se l’antivirus segnala la presenza di un malware o di un trojan nel computer e sapere cosa fare senza farsi venire una crisi di nervi
-finirla di cadere vittima di persone che si fingono quello che non sono al fine di chiedere soldi o incontri
-evitare di farsi risucchiare la carta di credito con acquisti sconclusionati in rete (come ad esempio il tappetino leopardato per il ponte dello yatch che non possiedi e mai possederai perchè non sei Briatore o il collarino tempestato di Swarosky rosa per il tuo cane ma non sei Paris Hilton, rassegnati sumero)
-imparare a scrivere una mail o un commento senza usare un solo dito e impiegarci così vent’anni (perchè intanto le ere geologiche passano e il mondo si evolve)
Quindi sumeri, tutti a scuola e fate i bravi altrimenti la maestra si arrabbia!






8 commenti:

  1. concordo con te mago! è un post molto interessante!:)

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  2. Ma cos'è ganza la vignetta con Mirko! Mago sono anche io d'accordo con te, noi che siamo stati adolescenti negli anni 90 e voi che lo siete ora non abbiamo niente da imparare su sicurezza e tecnologia.
    Semmai spetta ai parenti dell'uomo di Neanderthal imparare qualcosa!

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  3. Piccolo Falco, non tutti i sumeri si sono evoluti, voi giovani dovreste rimboccarvi le maniche e aiutarli!

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  4. Di sumeri ne vedo anch'io tutti i giorni, sono gli stessi e le stesse che a 70 anni si vestono ancora come teenagers e cercano di parlare un linguaggio cool: roba da grullai.

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  5. vero....come una certa persona che si intrufola ogni volta con un account diverso nel forum e non sa nemmeno usare il suo tablet!

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  6. Mi dispiace, ma stavolta non sono d'accordo con te.
    Saper utilizzare un computer ed i servizi internet non vuol dire necessariamente saperlo fare in maniera consapevole e responsabile; quanti ragazzi hanno mai letto la licenza d'uso di un programma o i termini di utilizzo per l'iscrizione ad un sito (YouTube, Facebook, Apple Store, ecc.)? Chi di loro si preoccupa di come verranno gestiti e utilizzati i propri dati personali?
    A cosa serve saper scrivere un'e-mail con 10 dita se poi si cade vittime di furti d'identità, phishing e truffe varie, o peggio, di pedofili e altre persone senza scrupoli, o si firmano contratti (le licenze d'uso sono contratti a tutti gli effetti) senza leggerli?
    Sorvoliamo poi sul fatto che la maggioranza dei ragazzi usa Windows, che è il sistema operativo meno sicuro che esista, quindi se avessero effettivamente tutte queste conoscenze di sicurezza informatica, sui loro computer ci sarebbe ben altro.

    Purtroppo, mentre tecnicamente i ragazzi sono bravissimi ad utilizzare le nuove tecnologie (cosa che mi pare ovvia, visto che sono cresciuti imparando ad usarle; certo se li mettessimo davanti ad una macchina fotografica del 1900 non saprebbero dove infilare le mani, non essendo abituati ad utilizzare un simile oggetto), rimangono ancora molto ignoranti su temi come la privacy, il copyright, le licenze d'uso, ecc.; per capirci, sanno aprire un account su iTunes, scaricare la musica e sincronizzarla con l'iPod, ma non sanno che di quella canzone non possono farne ciò che vogliono: non possono copiarla, masterizzarla, prestarla, ecc, perché hanno acquistato solo la licenza per ascoltarla sul proprio iPod. E questo è solo uno dei tanti esempi possibili.
    A mio modo di vedere, iniziative come questa sono molto importanti, considerando che i computer fanno sempre più parte della nostra vita quotidiana.
    Certo, il fatto che alle spalle ci sia Google mi lascia un po' perplesso e ci vedrei meglio altre entità...ma almeno è un inizio.

    Un'ultima precisazione: un vero hacker non utilizza la propria abilità per fini illeciti; chi lo fa è un "cracker", un hacker "cattivo", e io (come penso altre persone con un minimo di buon senso) di certo non lo assumerei nella mia azienda. Non mi piace questa sorta di "premio" a chi si è comportato in maniera ingiusta e truffaldina, cercando di imbrogliare e falsare la realtà per modificare le valutazioni scolastiche sue e/o dei suoi compagni e penso che si dovrebbe cercare di mandare un messaggio diverso ai ragazzi.

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    1. Quanti non lo so, sinceramente io non accetto incontri con sconosciuti, non mi faccio vedere in webcam, non metto dati personali in rete, leggo bene ogni licenza e ogni regolamento e se ho qualche dubbio chiedo a mio padre.
      Lavorando in questura, chi meglio di lui può dirmi cosa fare?
      E poi diciamocelo francamente, chi cade in queste trappole un pò se la cerca.

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    2. Credimi, tu sei un caso più unico che raro.

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