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10/09/12

Notre Dame si rifà il look


Aria di cambiamenti in città: oltre al progetto “riprendiamoci la Senna” che regalerà chilometri camminabili ai cittadini, anche Notre Dame si rifà il look e decide di riprendere la sua bella voce, quella che Hugo descriveva nel Gobbo di Notre Dame.
Purtroppo per me non potrò sentirla, ma l’anno prossimo sarà comunque emozionante partecipare ai festeggiamenti per il compleanno della vecchia signora di Parigi che detto fra noi, è la cattedrale più bella che esista.

Notre-Dame cambia voce. Via le campane dell’Ottocento, mediocri e stonate, torna il suono di prima della Rivoluzione. Insomma, come diceva Verdi che di musica s’intendeva, «tornate all’antico e sarà un progresso».
L’unica campana sopravvissuta alle fonderie giacobine, il mitico «Emmanuel» sulla torre sud avrà una compagna, già battezzata «Marie». Mentre le quattro campane della torre nord saranno rimpiazzate da otto nuovi strumenti, finalmente accordati fra di loro e con quelli dell’altra torre. Per dare a Dio quel che è di Dio, ma anche all’orecchio quel che è dell’orecchio.
La storia delle campane di Notre Dame è affascinante come questa vecchia signora di pietra che infatti, in otto secoli e mezzo, ha stregato tutti e riceve tuttora 14 milioni di visitatori all’anno. L’idea è di riportare il sistema delle campane alla situazione del 1686, rimasta stabile fino alla Rivoluzione quando la Cattedrale fu saccheggiata, profanata e trasformata in tempio della Ragione da chi aveva perduto la sua.
Anche le campane furono sacrificate, fuse e trasformate in cannoni. Sopravvisse solo Emmanuel, tredici tonnellate di bronzo (il solo batacchio pesa 500 chili), ricollocato al suo posto nel 1802 per ordine del primo console Bonaparte nella sua fase di restauratore della religione.
Da allora Emmanuel, con il suo poderoso fa diesis che si sente a otto chilometri di distanza, ha scandito le ore di Dio e quelle degli uomini. Ha suonato per l’autoincoronazione di Napoleone, per il battesimo di suo figlio, per quello del figlio di suo nipote Napoleone III, per il maresciallo Pétain e, pochi mesi dopo, per il generale De Gaulle, venuto qui a cantare il «Te Deum» per la liberazione di Parigi.
Ma Emmanuel è stanco. La vita media di una campana, secondo l’uso che se ne fa e la qualità del materiale, varia da cinquant’anni a tre secoli. Lui di anni ne ha 326, quindi bisogna risparmiarlo. Ormai Emmanuel suona soltanto in occasioni eccezionali: a Natale, a Pasqua e, letteralmente, a ogni morte di Papa. Però anche le quattro campane ottocentesche della torre Nord sono usurate. E, peggio, non si accordano fra loro e nemmeno con Emmanuel: insomma, sono stonate (come campane, appunto). Il rimedio è tornare alla sistemazione di fine Seicento, ben conosciuta grazie alle note dei Gilbert, la famiglia che diede generazioni di campanari alla Cattedrale (l’ultimo fu consultato da Victor Hugo per scrivere «Notre-Dame de Paris»).
In pratica, Emmanuel avrà una sorella, Marie, che tuonerà in sol diesis e duetterà con le otto campane, più piccole, della torre nord.
L’insieme di Notre-Dame sarà il più completo di Parigi.
L’intero progetto, curato dall’organista e campanologo Régis Singer, dovrebbe essere completato per il 2013, quando si festeggeranno gli 850 anni della posa da parte di Papa Alessandro III, nel 1163, della prima di innumerevoli pietre.




Io suono le campane
I miei amori, le mie amanti
E le vorrei abbracciare
Farle ballare, farle cantare

Se nevica o piove
Se c'è vento o c'è il sole
Io suono le campane
Coi miei tormenti e le mie gioie

Le campane per chi
Nasce e chi se ne va
Di mattina o di giorno o di notte per chi

Prega o piange e per chi
S'alza presto e sta qui
Quando è l'ora per la messa del popolo mio

Per le Palme o perché
E' Natale, e poi c'è
L'Assunzione, Ognissanti, e l'Epifania

Perché l'Angelo andò
A parlare a Maria
Per un anno che è già qua mentre il vecchio va via

E per le processioni
E le celebrazioni
Per la Pasqua e le sue rose e un bel sole per me

Giorno pieno di re
E di felicità
Per la Pentecoste accesa di fiamme di Dio

E per le comunioni
E le confermazioni
Per i santi protettori da tutti dolori

E Domeniche che
Sono piene di sé
Per gli Osanna, gli Alleluia e l'immortalità

Ma quelle che preferisco
Tra queste mie donne di ferro
Sono le tre Marie
Le mie migliori amiche

Maria la più piccolina
Per i bambini seppelliti
Maria, la grande Maria
Che manda in mare i marinai

Ma quando suono la grossa Maria
Per chi si sposa e poi va via
Non resto tanto allegro io
Mi sento triste e morirei

Vedo tutta la gioia
E la felicità
Che nessuna donna mai nei miei occhi vedrà

Io li vedo volare
Su nel cielo e sul mare
E felici come stelle li vedo brillare

Suono io le campane
Kyrie Eleison
Alleluia, Osanna, Dies Irae, Dies Illa

Le campane d'amore
E di festa e dolore
Le campane che non hanno suonato per me

Campane amiche mie
Voglio sentire come mi amate
Suonate e dite che
Vive Esmeralda e vivo anch'io

Per dire al mondo che Quasimodo ama
La sua Esmeralda

3 commenti:

  1. Non vedo l'ora di rivederla quella bella signora :) l'ultima volta che sono stato a Parigi trovavo una scusa per passarci davanti un giorno sì e un giorno no, veramente bellissima e magica!

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  2. Splendido questo post, Mago di Oz!
    Un racconto meraviglioso sulle campane di Parigi. E quella frase di Verdi:

    «tornate all’antico e sarà un progresso».

    Davvero ben scritto, grazie di cuore!

    Ciao,
    Lara

    RispondiElimina
  3. mi hai fatto venire una grande nostalgia di Notre Dame (anche dello spettacolo di Cocciante): quasi quasi il viaggio di nozze lo farò a Parigi.
    Bellissimo articolo!

    RispondiElimina

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