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23/09/12

Intervista a Maximilien de Robespierre


Non era mia intenzione fare quest’intervista, ma siccome nella vita non possiamo fare solo quello che ci aggrada (magari), ecco che devo per forza intervistare questo scomodo e discutibile personaggio storico.

Nome
Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre detto l'Incorruttibile.

Se è una battuta non fa ridere
Cosa vuoi, gli storici hanno un gran senso dell’umorismo.

Quando è nato?
6 Maggio 1758 ad Arras, nel nord della Francia.

Ci parli un po’ di sé.
Cosa dire? Sono nato da una famiglia di notai, il che fa ridere se si pensa che si dirà che sono un figlio del popolo, ho perso la madre...

Spero non la userà come scusa per giustificare il suo operato.
Fossi matto: so quello che ho fatto, perché l’ho fatto e non me ne pento. Dicevo, dopo la morte di mia madre fui separato dalle mie sorelle e mi dedicai agli studi; dapprima venni colpito da Rousseau e dal suo pensiero, poi diventai avvocato.
Tornai ad Arras per un po’ ma le piccole cause non facevano per me: potevano interessarmi i tetti, le eredità, le galline?
Volevo la fama, ma per raggiungerla avrei dovuto sudare: così cominciai a frequentare il mondo accademico entrando nel mondo dei letterai e giunsi a Parigi giusto in tempo per essere eletto come colui che avrebbe dovuto scrivere e leggere il discorso per salutare i nuovi sovrani.

Siccome tutti conosciamo la storia, quella scritta nei libri, ci dica cos’accadde quel giorno: l’ascolteremo senza giudicare.
Cosa accadde? Rimasi folgorato, al pari di San Paolo sulla via di Damasco, di fronte alla Regina Maria Antonietta.
Mio Dio, da dove veniva una tal donna, una siffatta bellezza? Da quel giorno cominciai ad essere ossessionato da lei, doveva essere mia.

E quel giorno cominciò anche la sua discesa all’inferno.
Esattamente: cercai in tutti i modi di ottenere la sua attenzione, ma quella donna era innamorata tanto di suo marito (che peraltro era come un fratello per lei) quanto del conte Hans Axel von Fersen, che si mormora sia il padre dei suoi figli.
Ma io ero deciso ad avere Maria Antonietta e dopo l’ennesimo rifiuto giurai che mi serei vendicato: cominciai a pensare a una vendetta esemplare, volevo vederla pregare ai miei piedi.

E c’è riuscito?
No, maledizione, no!
Non bastò la mia alleanza con Saint-Just, Danton e Luigi d’Orleans, non bastò la Rivoluzione, non bastò distruggere la sua famiglia.
Quella donna salì al patibolo guardandomi negli occhi con disprezzo: questa è stata la mia sconfitta più cocente. Ecco perché inasprii le leggi del Terrore e mi lasciai catturare: a questo punto, potevo anche morire.

A proposito di Saint-Just, tralasciando le voci che vi vedono insieme e non come amici, è vero che gli consegnò i figli della regina ben sapendo quali fossero le sue inclinazioni perverse?
Come dite voi moderni? Ah sì, mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

C’è qualcosa di cui va fiero?
Che domande, nonostante tutto sono lo stesso soddisfatto di gran parte del mio operato: la Francia inneggia a me come il liberatore della patria; i libri di storia parlano della Rivoluzione come di qualcosa di straordinario; c’è persino il calco della mia ferma a una fermata della metropolitana parigina.
Mentre Maria Antonietta è stata consegnata alle cronache come una donna crudele, falsa ed egoista. Prendete ad esempio l’ultimo film fatto su di lei, quella schifezza girata da Sofia Coppola: non v’è niente di vero in quella pellicola, eppure il popolo ci crede e si potrebbe dire lo stesso di altri personaggi illustri della storia, da Cleopatra a Casanova agli Zar di Russia...
E’ questa la vittoria che si può ottenere dalla Storia: il tuo avversario, se così si vuol chiamarlo, passerà ai posteri per ciò che non è mai stato.

Una frase per farsi ricordare?
C’è bisogno di una frase? Tutto ciò che ho fatto è abbastanza per farmi ricordare nei secoli a venire.

Al termine di quest’intervista mi permetto di dire che forse la miglior frase per descrivere Robespierre, secondo me, è la seguente:
Aveva la coscienza pulita. Mai usata.
(Stanislaw Jerzy Lec)



5 commenti:

Jene ha detto...

Per caso sei un medium? Le tue interviste riescono a scavare a fondo nei personaggi, sono interessantissime!

Antares ha detto...

Finalmente il dark side di Robespierre esce allo scoperto, anch'io ho sempre pensato che fosse un grandissimo stronzo e la tua intervista mi è piaciuta molto.
Baci anche da Lady E

Beatrice Portinari ha detto...

bravo piccolo falco, un'altra intervista molto bella

Melinda Santilli ha detto...

sono carogna se scrivo che hanno fatto bene a decapitarlo? E peccato che non gli abbiano fatto anche altro...
Una bella intervista.

Lara Ferri ha detto...

Le tue interviste sono sempre favolose.
Ciao e complimenti!
Lara