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13/09/12

Eravamo morti ma ancora ci amavamo


Sette i sensi che solo tu
facevi vibrare nelle radici profonde
di questo amore.
Ci siamo detti tutto senza disturbare il silenzio,
rimanendo a guardare i nostri pensieri
che si amavano dentro questo sogno.
Cammina con me nel fuoco,
non c’è pericolo nell’amare,
ti amo per desiderio e fame.
In questo oblio nebuloso
hai dato il mio nome al tuo calvario,
ti sei preso la mia pena
mentre sprofondavamo
in paludi vischiose.
Sono un uomo di legno e brucio,
il mio fuoco alimentato dai venti
rischiara questa notte senza stelle.
Sono morto due volte in questa vita,
sono morto e rinato,
sono morto e mai più tornato.
Nessuno portò un fiore,
tu non venisti a cercarmi,
non una lacrima bagnò il terreno.
Ma di notte quando il vento tace
sento il cuore del mio uomo passare,
allora rubo amore dai suoi battiti
per tornare a vivere ancora
in quest’alba malata
che ha visto comete cadere.
(Xavier)


5 commenti:

N4ND0 ha detto...

Stupenda!!!!!! Magnifica!!!!!!!!!!!!! BRAVOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!

Beatrice Portinari ha detto...

ciao piccolo falco, come vedi è tornato tutto a posto! Questa nuova poesia che hai scritto è talmente intensa, bella che non ci sono parole per descrivere le emozioni che suscita.

Melinda Santilli ha detto...

Mago, it's simply wonderful!!! Che poesia sublime!

Patalice ha detto...

sensuale abbandono...
intensa

Antares ha detto...

una poesia più bella, se possibile di tutte le altre. Non lanciarmi strali da Parigi ma c'è un altro premio per te!