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30/08/12

Stato e mafia: amanti perfetti


Le telefonate tra Napolitano e Mancino continuano a tenere banco. E starebbe per arrivare una ricostruzione delle tematiche trattate. Si tratterebbe di giudizi e commenti taglienti su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo
ANTONIO DI PIETRO/ "Probabilmente Napolitano si sarà lasciato scappare qualche parolaccia di troppo nei confronti dei magistrati di Palermo e questo, detto dal presidente del Csm, non appare opportuno", ha spiegato il leader dell'Idv
INGROIA/ "Qualcuno sapeva, a partire dagli stessi indagati, di aver parlato con varie persone, anche con il Capo dello Stato. Lo sapeva non solo chi indagava, ma anche chi aveva parlato al telefono. Sapeva con chi e cosa aveva detto". A dirlo è il pm Ingroia, precisando che le informazioni non escono dalla Procura di Palermo.

Scrive Di Pietro “Il Presidente della Repubblica prima fa finta di non vedere, e poi briga per impedire di conoscere i fatti, andando oltre i confini costituzionali del suo mandato". Attaccando la stampa rea, a dire di Di Pietro, di allestire una "campagna diffamatoria" ai danni del suo partito, l'ex pm aggiunge: "Tutti zitti e muti perche' e' cosi' che si dimostra di portare rispetto. Se e' cosi', avessero almeno il coraggio di dirlo apertamente - sostiene Di Pietro - ma che sappiano che noi dell'Italia dei Valori questa logica non l' accetteremo mai". "Continueremo a chiedere la verita' a tutti i costi, checche' ne dicano le loro eccellenze, le caste, gli intoccabili, quelli che pensano che la legge e' uguale per tutti, tranne che per loro. E anche gli obbedienti giornalisti che gli fanno volentieri da megafono", continua Di Pietro che poi avverte: "Non siamo isolati. In un solo giorno di pieno agosto 43mila persone hanno firmato l'appello del Fatto Quotidiano affinche' si faccia luce sulla trattativa Stato-mafia. Se si chiedesse ai cittadini cosa ne pensano di questa melmosa storia io non ho dubbi su quel che risponderebbe la stragrande maggioranza. Siamo in ottima compagnia. Molto migliore di quella di quei giornalisti che difendono la legalita' a mezzo servizio e solo quando non tocca chi dicono loro", conclude Di Pietro.
Aggiunge l’ex pm: "Da quando l'Italia dei Valori ha chiesto con determinazione chiarezza sulla trattativa fra Stato e mafia, costata la vita a tanti uomini e donne valorosi, e da quando ci siamo permessi di muovere delle critiche anche al Presidente della Repubblica per gli interventi del Quirinale in questa vicenda, siamo diventati oggetto di una campagna di denigrazione e calunnie senza precedenti". "Il minimo che si legge sui giornali, a parte le solite eccezioni, a proposito del sottoscritto - prosegue Di Pietro - e' che sono un irresponsabile eversivo. Io, che per tutta la vita altro non ho fatto che servire lo Stato come poliziotto, come magistrato e come ministro". "Oppure dicono che ho fatto saltare il centrosinistra per correre dietro all'antipolitica", spiega ancora il leader Idv: "Io, che per mesi e anni mi sono sgolato chiedendo che l'alleanza di centrosinistra venisse formalizzata mentre i leader del Pd facevano orecchie da mercante. Ma alla fine dei conti cos'e' che mi rimproverano questi saccenti e ben pagati moralisti di una stampa degna dell'Istituto Luce - attacca il presidente dell’ Italia dei Valori - di oppormi al vergognoso complotto per isolare e delegittimare la procura di Palermo. Mi rimproverano di avere chiesto che, per scoprire la verita' sul nido di serpi che nel '92 trattava con Riina e Provenzano, non si guardasse in faccia nessuno. E allora? Dov'e' il delitto, l'irresponsabilita', la follia eversiva? Questi moralisti a comando pensano che se uno e' stato vicepresidente del Senato bisogna trattarlo con i guanti e se non vuole rispondere ai magistrati bisogna inchinarsi e dire: Faremo come comanda sua eccellenza".

Perché stupirsi? Che lo Stato è sempre stato colluso con la mafia lo sanno anche i sassi, si potrebbe dire che lo Stato italiano è la mafia e adesso personaggi come Ingroia e Di Pietro sono stati apertamente minacciati con un classico “o la smettete, o...”.
Ma bravo signor Presidente, bravo Mancino, bravi tutti quanti: bravi quelli che dimostrano di avere i coglioni solo facendo saltare per aria chi gli pesta i piedi.
Se il nostro paese fa schifo è grazie a persone come voi: ladri, mafiosi che non hanno rispetto di niente e nessuno, che sputano sulla Costituzione e ridono dei sacrifici di tutti i Falcone e Borsellino che hanno dato la vita per questo cazzo di paese.
Se all’estero ci deridono con Italia: mafia, mamma e mandolino è solo grazie a voi che vi arricchite sulle spalle della povera gente, che non conoscete la vergogna.
Voi non siete italiani, siete solo delle gran merde e come merde andate trattati.
E come diceva Brecht "beato quel paese che non ha bisogno di eroi, perchè non dovrà sacrificare nessuna vita". Italiani, riprendiamoci il nostro paese, liberiamoci dalla mafia, buttiamo questa zavorra in mare: possiamo farlo, uniti.
Ricordiamoci cosa diceva Gaber: io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono.


3 commenti:

  1. Napolitano è stato uno di quelli che ha contribuito alla morte di Moro (anche se poi non si è sporcato le mani) e con Mancino e tutti gli altri politici sono immischiati, anzi invischiati, con la mafia.
    Siamo in uno stato dove un ex magistrato e un giudice anti mafia vengono minacciati apertamente perchè svolgono il loro dovere di fronte alla nazione e alla giustizia.
    E il popolo italiano cosa fa? Tace, forse troppo concentrato sull'imminente campionato di calcio.
    Ma il silenzio è a sua volta mafia.

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  2. concordo con la frase ultima di Gaber!!!

    ciao Mago , fammi la magia di farmi tornare negli elenchi di lettura e la mia google friend connect! ;-)

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  3. Personalmente non riesco ad accettare l'immagine di un Di Pietro difensore della giustizia e della legalità: se gli italiani non avessero la memoria così corta, saprebbero bene quale è il concetto di "giustizia" per Di Pietro. Bastano un po' di belle parole per far dimenticare il passato e diventare paladini della giustizia; sentendoli mi viene solo da pensare al proverbiale bue che da del cornuto all'asino.
    http://www.macchianera.net/2009/10/02/di-pietro-la-storia-vera-1/

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