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07/08/12

Metrosexual man


Metrosexual: la parola, tradotta in italiano come “metrosessuale”, è  apparsa per la prima volta nel 1994 sulle pagine del quotidiano britannico The Independent.
Definiva una tipologia d’uomo emergente e sempre più diffusa: single, benestante, residente in città, molto attento al proprio aspetto.
Il metrosexual frequenta le palestre, si fa la lampada, si depila e fa ampio uso di cosmetici. La sera si reca spesso al ristorante, meglio se vegetariano.
Negli anni 80 queste erano le caratteristiche dei gay. Oggi sono sempre più tipiche degli etero.
Al centro delle proprie preferenze sessuali il metrosexual mette se stesso e gli oggetti dei suoi desideri. Un po’ come certi seduttori del passato.
Più che un fenomeno sociale, però, il metrosexual è un fenomeno legato al consumismo. Questo nuovo tipo di uomo è infatti il consumatore ideale. Lo dimostra l’attenzione dei “persuasori occulti” nei suoi confronti: giornali e pubblicità che ne esaltano lo stile di vita e lo propongono come nuovo modello maschile.
(Focus Storia)

Stereotipi a parte -carino pensare che tutti i gay, fossero anche i lontani anni 80, passassero l’intera esistenza dall’estetista o incollati alla vetrina di un negozio- la questione del metrosessuale è davvero difficile da decifrare, forse Champollion impiegò meno tempo per decifrare la stele di Rosetta.
Ho cercato in rete (sì, il testo che leggete sopra l’ho copiato come un bravo amanuense dal giornale, perché nel web non esiste) senza ottenere altre spiegazioni: Wikipedia tace (al solito) e bisogna accontentarsi di blog che dicono

-Capiamoci subito: io non ho nulla contro gli omosessuali, contro il concetto di “diversità” e non sono intollerante. Però non mi riconosco per nulla in questo nuovo modello di Società che ci viene proposto quotidianamente, dove sembra che se non ti dichiari “amico dei gay”, se non applaudi due uomini in giro mano nella mano e non ti esponi gridando al mondo quanto sia semplicemente normale, quasi auspicabile, un mondo felice dove tutti si amano senza assurde distinzioni di sesso, tu sia uno sfigato fuori moda. (dal blog “rettilineotribuna”)

- Cecchi Paone non ha fatto i nomi dei due giocatori gay della nazionale e quindi non ha fatto " outing". Ha semplicemente indicato i nomi dei tre giocatori "metrosexual", ovvero più curati - che, come detto, per lui è un complimento.(GQ)

-Perché se ogni donna eterosessuale vive costantemente il dramma di incappare in un ragazzo gay dai modi maschili, anche noi altri poracci viviamo il medesimo dramma. Ma siccome abbiamo il melodramma facile, che ci scorre nelle vene al posto del sangue, a noi viene meglio struggerci come se non ci fosse un domani intonando una qualche hit di una qualche sgualdrina pop in sovrappeso e spaccare le balle a chiunque incontriamo chiedendo banalmente “Ma secondo te quella è gay?”
(dal blog del Signor Ponza)

Cosa si può dedurre da queste perle di saggezza? Io deduco questo:
-se esistono i metrosessuali è colpa di noi gay (vai a capire perché)
-è stato Cecchi Paone a inventare il termine alludendo a dei calciatori (altrettanto improbabile)
-è colpa anche delle lesbiche che mandano in crisi gli uomini etero (assurdo).

Ma poi, riflettendo meglio, sono giunto a una conclusione più facile.
Metrosexual è un altro termine come Peter Pan, palestrato, uomo sensibile, che serve a giustificare la tendenza di certi uomini (siano gay o etero è indifferente, almeno per me) di trasformarsi in irresponsabili NARCISI MODERNI.
Creme, estetista, bei vestiti, donne o uomini, bella vita, soldi: tutto serve per non fermarsi a pensare, per continuare a vivere una sorta di eterna giovinezza priva di responsabilità.
Poi un giorno si svegliano, si accorgono che il tempo è passato e il risultato potete vederlo qui sotto:




3 commenti:

  1. Narciso, ometto mitomane... Strane teorie a parte (mi fa ridere pensare di essere la probabile causa della crisi maschile del Tremila), questi uomini devono sempre trovare delle scuse per comportarsi come bambini. Anzi, bambina, visto che fanno le lampade, vanno dagli estetisti, si truccano... E si chiamano uomini...

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  2. l'uomo narciso forse è sempre esistito, quello che mi preoccupa è a che punto si spinge l'amore per l'estetica: se oltre alla bellezza esteriore si coltivasse anche quella interiore il risultato sarebbe migliore.
    Per quanto riguarda il discorso su Cecchi Paoni e noi omosessuali non mi esprimo, certe persone aprono la bocca solo per darle aria.

    ps- bellissimo restyling

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  3. l'equilibrio, come sempre, sta nel mezzo.
    Da uomo posso dire che tutto questo atteggiamento metrosessuale è spinto dai media e dalle industrie cosmetiche, che trovano nell'uomo un cliente ideale.

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