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24/07/12

Quelli che il buonismo ce l'hanno...


Tutto il suo studio era di secondare i voleri del cielo: ma faceva spesso uno sbaglio grosso, ch’era di prender per cielo il suo cervello.
(Manzoni)

Nella preoccupazione di fare le cose come si deve - è questa la moralità - c'è una linea, oltre la quale cominciamo a sentire come dovere quello che è pura voglia o smania personale.
(Ortega y Gasset)

Oggi voglio parlare del falso buonismo. Cos’è il falso buonismo?
In qualche modo ne siamo entrati tutti in contatto, almeno una volta nella vita.
E’ un parente stretto del moralismo, si costituisce di azioni socialmente buone ed eticamente giuste che non vengono fatte per proprio dovere morale o sincero altruismo, ma giusto per rivestirsi di una copertina migliore.
Facciamo un esempio comprensibile a tutti: due mesi fa in Emilia Romagna c’è stato un terribile terremoto che ha distrutto famiglie, case, imprese, scuole e interi paesi, lasciando per strada tanta gente.
Sono state poche le persone che sono intervenute, poche le strutture che si sono mobilitate, almeno secondo me si poteva fare molto di più.
In compenso i media tirano fuori l’asso nella manica di quando non sanno che cazzo dire: l’Africa. Aiuta un bambino africano, aiuta una famiglia africana, costruisci una scuola in Africa...
Tutto encomiabile, non c’è che dire, se fosse fatto veramente col cuore.
Sì, perché le persone buoniste a parole sono pronte a salvare il mondo e fare grandi gesti, a fatti concreti non fanno niente.
Quindi cosa farà il buonista? Donerà 2 euro via sms a qualche associazione pro Africa ben sapendo che non arriveranno mai a chi ne ha bisogno, piuttosto che alzare il culo e andare ad aiutare i suoi compatrioti emiliani che in questo momento hanno bisogno.
La situazione dell’Africa non è delle migliori e questo lo sappiamo. Ma come mi insegna mio nonno, io ti posso aiutare, tu devi rimboccarti le maniche e darti da fare; io ti faccio vedere come usare la canna da pesca, ma alla fine sei tu che devi pescare il pesce.
Se l’Africa si trova dove si trova ora è anche sua responsabilità, perché la classe politica e dirigente trova molto più comodo far vivere il proprio popolo di sostentamenti piuttosto che costruire posti di lavoro, ospedali, scuole e civilizzare il paese.
In tutto il mondo ci sono bambini e famiglie che vivono di stenti, sia nei paesi poveri che in quelli “ricchi” dell’occidente; anche in America 50 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà, in Italia ci sono famiglie costrette ad andare alla Caritas perché sono rimaste senza casa e senza lavoro: ma allora perché si pensa solo alle famiglie e ai bambini africani?
I nostri bambini sono meno importanti, quelli asiatici non contano?
Semplicemente l’Africa muove un giro di affari incredibile e, bisogna scriverlo, aiutare l’Africa è una moda, fa figo, fa buono.
I buonisti sono quelli che dicono “poverini, mi dispiace per quelle persone che soffrono tanto”, poi però vanno in vacanza alle Maldive, comprano la macchina nuova, mangiano aragosta, trattano male il clochard per strada poi però a Natale donano 2 euro ai bambini africani. Cazzarola, questo sì che è comprarsi un posto in Paradiso.
Basta fare i buonisti, se vogliamo veramente aiutare qualcuno rimbocchiamoci le maniche, solleviamo il culo dalle poltrone e cominciamo da casa nostra, che di guai ne ha fin troppi.
Quindi chiedetevi che fanno i buonisti per l’Africa (e non solo) ? Ve lo dice lui, il mitico Cetto La Qualunque:






1 commento:

Antares ha detto...

una volta conoscevo una persona molto coerente con se stessa: finchè i soldi glieli davano mamma e papà allora voleva battersi per i diritti dei bambini africani; quando poi è andata all'università e ha scoperto quanto è bello essere fighi e ricchi, ha deciso che i bambini africani che muoiono di fame li fotografa e li mette su vogue. Bell'esempio di buonismo.