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05/07/12

I moralisti




Moralismo:
-Atteggiamento che tende a dare un posto di primaria importanza ai valori morali
-Rigido e spesso preconcetto giudizio nel campo della morale, specie nella valutazione del comportamento altrui: moralismo ipocrita

Sei ieri la riflessione verteva sull’ipocrisia, oggi riguarda suo cugino il moralismo: che brutta famiglia.
La distinzione tra morale e moralismo non è una sottigliezza per filosofi.
La persona davvero "morale" è quella che afferma l'importanza di alcuni valori e cerca di uniformare ad essi innanzitutto il proprio comportamento. Perché è di quello che siamo chiamati a rispondere. Se si comprende ciò, si comprende perché nell'occhio del fratello troviamo - dobbiamo trovare - sempre solo una "pagliuzza", mentre nel nostro una "trave".
Il moralista, invece, parla genericamente di "immoralità" e "disonestà", senza indicare quali principi concreti e definiti siano stati infranti, senza spiegare quale - secondo lui - sarebbe il comportamento corretto e concretamente realizzabile.
Il moralista invoca una moralità della società, degli altri, che non gli richieda impegno. Conosciamo bene il vezzo di criticare solo i vizi delle altre categorie: il commerciante critica lo statale, che critica il professionista, che critica il politico, .... Il giovane critica i vizi dell'adulto: l'inquinamento, l'evasione fiscale; l'adulto critica i vizi del giovane: la sregolatezza, l'incoscienza. Ma ognuno, quando guarda ai vizi propri (se li vede), ha la giustificazione pronta: "sono una necessità", "tengo famiglia", "così fan tutti".
Oppure abbiamo il moralista del "fine che giustifica i mezzi". Si appella a grandi obiettivi morali; così grandi e così "morali" che... lo fanno sentire giustificato nel calpestare le regole morali concrete.
I moralisti più feroci sono quelli che hanno qualcosa da nascondere: denunciare i presunti vizi altrui è un modo per costruirsi una patina di onorabilità che distolga l'attenzione dai vizi propri!
Si crea il capro espiatorio, volendo illudere gli altri (e forse anche se stessi) che basti sacrificarlo per purificare la società.

Che differenza passa fra l’ipocrita e il moralista? L’ipocrita, come scritto ieri, tende a nascondere la sua natura per essere accettato; il moralista la espone bene in piazza condannando i difetti delle altre persone senza vedere i propri. Un esempio storico è il Savonarola, che già allora rompeva i coglioni col suo distorto senso di moralità.
Potreste dirmi che sto facendo anch’io della morale.
E invece no, perché quando faccio qualcosa o esprimo una mia opinione sono sempre pronto ad affrontare le conseguenze del mio comportamento, a confrontarmi e anche ad ammettere di aver sbagliato.
Se invece si parla con un moralista, non solo costui cercherà di dimostrare che lui non sbaglia mai, ma anche di fronte al torto marcio insisterà per avere ragione arrivando persino a scatenare liti furibonde solo per esercitare la sua influenza di moralista che si erge a giudice e giuria.
Il mondo di oggi è intriso di falso moralismo, che va a braccetto con il perbenismo e il bigottismo e una cura per sconfiggere questo male ancora non l’hanno inventata. Però ci sono due medicine che ognuno di noi dovrebbe assumere ogni giorno per imparare a essere una persona migliore: si chiamano esame di coscienza e vergogna; funzionano già dalla prima assunzione.

Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili.
Sono tanti arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a machere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno.
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me ma si sentono meglio...
...e come le supposte abitano in blisters full-optiona, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri, quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo e sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano.
Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero, boom! Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me ma si sentono meglio...
Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano.
Mani che poi firman petizioni per lo sgombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che dà loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me ma si sentono meglio...
Sono intorno a me ma non parlano con me...
Sono come me ma si sentono meglio...
(Frankie HI-NRG)



2 commenti:

Antares ha detto...

un altro moralista veramente rompic******i era Catone l'Uticense che mi fa venire in mente tante persone dei giorni nostri: buoni a parlare, fantastici a castigare gli altrui costumi, ma quando devono guardare se stessi allora soffrono di una strana allergia. Mago, concordo con te: una bella dose di vergogna e coscienza farebbe bene a tutti.

Nando ha detto...

I veri moralisti sono quelli che parlano solo quando è necessario.........,