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30/06/12

Quelli che l'Italia...


Leggendo qua e là per il web, ho notato che molti ragazzi non fanno altro che lamentarsi, lamentarsi e lamentarsi. Di cosa si lamentano? Generalmente di tutto, non sopportano neppure loro stessi, in particolare del paese e della società.
Così ho deciso di aprire una riflessione riferendomi ai ragazzi italiani perché secondo me chi troppo si lamenta rompe i coglioni.

Non tollero i miei genitori e la loro ignoranza: peccato che questi genitori si stanno spaccando il culo per pagare i tuoi studi e tu magari sono vent’anni che vegeti in università come fuori corso perché tanto “devi vivere la vita”; i miei complimenti, tu sì che hai capito tutto, magari andare a scaricare la frutta ai mercati generali non ti farebbe male.

Non sopporto la scuola, la scuola è pallosa: prego, lasciare spazio a chi ha voglia di studiare. Tu vai a spaccare pietre così magari eviti di farti bocciare per l’ennesima volta perché hai 20 anni e devi ancora prendere la maturità.

L’Italia è solo spaghetti, mafia e mandolino: sugli spaghetti posso dire che in parte è vero; sul mandolino no, si suonano tanti altri strumenti (ultimamente i pifferi vanno di moda); sulla mafia assolutamente no. Ci sono centinaia di giovani di tutta Italia che si mettono in gioco per combattere la mafia ogni giorno, quindi prima di dire cazzate esci da quel loculo che tu chiami camera tua e fai prendere un po’ di ossigeno al tuo cervello, così ti rendi conto che nel frattempo il mondo è andato avanti.

Non sono trendy, non sono in, non sono cool, non ho il pantalone firmato, papino non mi paga la macchina nuova... Vuoi davvero essere trendy, cool, in? Sì? Cresci e matura, diventa una persona responsabile, così sarai trendy e cool. (poi se con cool intendi un’altra cosa accomodati, al mondo ne troverai tanti)

Gli italiani non fanno niente, non hanno voglia di lavorare: rincoglionito, ma gli italiani sparsi per il mondo, quelli che cercano un lavoro in questo cazzo di paese dove lavoro non ce n’è, ti sembra che si grattino le palle? Ah già, forse parlavi di te stesso e allora le cose cambiano perché a furia di grattarti le palle ti rimarrà ben poco.

Non sopporto chi guarda le partite: e tu perché ne parli? Se ne parli vuol dire che le guardi: niente niente ha perso la tua squadra e ti rode il culo? Cambia sport ma non spaccare le palle a chi vuole vedere undici deficienti che corrono dietro a un pallone, anche loro hanno diritto di esistere.

Non tollero gli altri: magari sono gli altri a non tollerare te, potresti prendere in considerazione quest’ipotesi?

Oddio il mio mondo fa schifo, sono uno sfigato perché non ho il ragazzo/la ragazza: potrebbe dipendere dal deodorante, dall’alito ammazza topi o del fatto che la tua cultura è una sottocultura di cui si stanno cercando ancora le tracce.

Gli italiani non hanno mai fatto rivoluzioni: tranquillo, se un coglione come te può esprimere liberamente il suo pensiero (e chiamarlo pensiero è troppo) è perché qualche rivoluzione gli italiani l’hanno fatta. Studia la Storia che non ti fa male.

L’Italia è incivile: idem come sopra. Se un coglione come te può esprimere liberamente il suo pensiero il nostro è un paese civile.

Non sopporto che l’Italia sia un paese cattolico con il Papa a Roma: vai a Roma e parla con Ratzinger, nessuno ti punta il fucile obbligandoti a seguire un credo e non rompere i coglioni a chi magari crede.

Gli italiani sono razzisti: dato l’alto numero di extracomunitari presenti nel nostro paese mi permetto di dissentire. A proposito, tutti quelli che dicono che Balotelli non si doveva togliere la maglia per festeggiare la vittoria dell’Italia sulla Germania sono solo invidiosi (perché mentre i muscoli di Balotelli si sviluppano verso l’alto formando la tartarughina, quelli di costoro si sviluppano verso il basso formando il salvagente), complimenti a Balotelli e a mamma sua.

Gli italiani sono stupidi e ignoranti: carissimo, perché non parli esclusivamente per te stesso? Visto tutti gli errori di grammatica che c’erano nella tua esternazione devi ritornare a scuola, ma partendo dalle elementari.

Cari miei, non vi piace l’Italia, non vi piacciono gli italiani, non vi piace questo paese che tanto disprezzate? Avete due scelte: la prima è quella di migrare insieme alle rondini a settembre e non tornare più, nessuno sentirà la vostra mancanza; la seconda è smetterla di lamentarvi, schiodare il culo dalla sedia e rimboccarvi le maniche se sapete cosa significa.
Per concludere vi lascio una frase di Giorgio Gaber:

“ma forse noi italiani
per gli altri siamo solo
spaghetti e mandolini.
Allora qui mi incazzo
son fiero e me ne vanto
gli sbatto sulla faccia
cos'è il Rinascimento. (…)
Io non mi sento italiano,
ma per fortuna o purtroppo,
per fortuna o purtroppo,
per fortuna...
Per fortuna lo sono”.





3 commenti:

  1. Ottimo confronto, ottima analisi...

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  2. alla faccia di tutti quelli che sputano sul nostro bel paese: Io me ne sono andata perchè ho trovato lavoro all'estero, ma mi inverso come una babbuina rabbiosa se si insulta l'Italia perchè il nostro paese non sarà the best of the world ma non è neanche lo schifo che tutti vogliono descrivere!
    Approvo in pieno i commenti sulla libertà di espressione e anche quello su Ratzinger, bravissimo.

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  3. Sandro Pertini, il solo e unico presidente italiano! Caro ragazzo, quanta saggezza nelle tue parole: non capisco proprio perchè tanti italiani si lamentano senza cercare di cambiare le cose. I cambiamenti devono essere conquistati passo dopo passo: è ora di camminare verso il futuro.

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