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27/06/12

Non è tutto oro quel che luccica...


Non condividendo il pensiero del mio amico lildrew sulla civiltà inglese, ho voluto verificare se davvero i britannici sono così polite come dicono e come lui sostiene...


Ecco una classifica davvero sui generis. Skyscanner ci rivela quali sono i peggiori turisti al mondo, quelli che hanno meno rispetto dei luoghi che visitano, che si adattano meno alla realtà locale, insomma: che non vorremmo mai in casa nostra.
Ebbene il primato in questo caso spetta agli inglesi. British people non proprio “tourist correct” a quanto pare. Quali sarebbero dunque i parametri che in classifica fanno si che detengano loro il primato? Mancanza di generosità, specie nelle mance e  in primis incapacità di adattamento alla lingua del luogo. Altri atteggiamenti che gli conferiscono il primato, tra le varie categorie, sembrano essere la maleducazione, l’ubriachezza molesta anche in luoghi pubblici.

Il sindaco di Riga ha annunciato che da oggi in avanti i Britannici non saranno piú i benvenuti in Lettonia: La cittá ha esaurito la pazienza verso gli eserciti di Britons maleducati che si recano nei paesi dell’est per festeggiare addii al celibato e al nubilato in cerca di birra economica, che urlano per le strade a notte fonda, si picchiano e collassano alla fermata del bus. Il limite é stato toccato dopo che i “nostri amici” in visita a Riga hanno inaugurato la tradizione di urinare sul monumento ai caduti dopo averlo scalato completamente nudi per fare “foto divertenti” con gli amici.
Non c’é da stupirsi, questo é l’inglese medio! Non dovrebbe stupire nemmeno leggere che molti pubs locali hanno esposto il cartello “no addii al celibato/nubilato” o addirittura in alcuni casi “no english” (non intendendo che i gestori non parlano la lingua inglese), alla faccia della ricerca del turismo.
Con tutto il rispetto che nutro verso il popolo che mi ospita e mi da il lavoro, ma quando ci vuole ci vuole: che vergogna. Se fossi britannico a leggere un articolo del genere sprofonderei due metri sotto terra. Chissá la regina se lo viene a sapere.

Queste sono due notizie trovate nel web sui civilissimi cittadini britannici: maleducati, ubriaconi molesti, violenti, chiassosi, avari, dissacratori.
Come si può notare di civile non hanno proprio niente.
Sì certo, in casa loro mostrano sempre la faccia migliore ma quando sono in casa d’altri si mostrano per quello che sono.
Non si può misurare il grado di civiltà di un paese dal fatto che sia permesso ad un fumatore di marijuana di lavorare nella metropolitana anche perché è scientificamente provato che la droga, qualsiasi droga, annebbia i riflessi, altera le percezioni e favorisce comportamenti pericolosi.
Noi italiani abbiamo miliardi di difetti, però dobbiamo finirla di osannare gli abitanti degli altri paesi e di accettare passivamente le brutte nomee che ci vengono affibbiate.
Bisogna ricordare che siamo sempre educati, lavoratori, che aiutiamo il prossimo quando è in difficoltà (le nostre squadre di soccorso sono le prima a partire e le ultime a tornare quando c’è un’emergenza), che siamo generosi e cerchiamo di adattarci ad ogni situazione con umiltà.
Ma andiamo avanti con la civilissima Albione: in molti posti di lavoro è esposto un gradevole cartello open mind con su scritto “Dio odia i finocchi”, potrebbe anche odiare broccoli, patate, fagioli ma in Inghilterra Dio odia i finocchi.
Blair nel frattempo dice: I gay nell’esercito inglese? Sì, purchè non si tocchino (notizia di Repubblica).
E l’equality Act? Scritto nel 2006 ma ancora da attuare, infatti due albergatori della Cornovaglia hanno scacciato una coppia gay dal loro albergo.

Anche la giornalista Adriana Bolchini scrive: ammetto di avere fatto un errore, quando trovandomi di fronte a certi comportamenti adottati in Gran Bretagna dagli inglesi, contro i cristiani, ho dedotto che fosse semplicemente frutto di timori nei confronti dell’islam e degli immigrati in genere,o di una forma di superficialità,  invece questa nuova sentenza dimostra che gli inglesi sono razzisti della peggiore specie e dato che non sanno nemmeno farsi un briciolo di autocritica, decidono che il razzismo di specie sia quello che i cristiani adottano in base alla loro fede.
E Fiona May di fronte alla domanda “in Italia monta, minacciosa, l' onda del razzismo. Le fa paura?” risponde: no. Sono cresciuta in un Paese sotto questo profilo ben peggiore dell' Italia: qua il razzismo è diretto; in Inghilterra è indiretto, subdolo e strisciante.

Ma anche sul fronte economico non si scherza, come ha scritto il giornalista inglese Tony Barber  il problema dell’Europa sono i pigs (i maiali letteralmente, ma gli inglesi usano il termine come acronimo per parlare di Portogallo, Italia, Grecia e Spagna).
Peccato che, come replica il giornale Terra News: se c’è qualcosa che “puzza” questo è il cortile di casa inglese: l’Irlanda (in bancarotta) e l’Islanda (ormai a merluzzi), per esempio. Ma l’epicentro del fetore, per proseguire sul registro “barberiano”, è la City, la capitale europea della finanza. Il luogo dove si impacchettavano gli escrementi del mondo sotto forma di Abs (cartolarizzazioni di ogni sorta) per piazzarli poi nei bilanci di fondi, banche e assicurazioni. Londra, la patria della finanza deregolamentata. Londra, la capitale delle banche fallite e nazionalizzate, la nuova capitale del debito pubblico.
Debito che paghiamo noi “maiali”.

E la giustizia inglese come funziona? Quella italiana non ha niente da invidiare a quella inglese, dal momento che la Corona ha impiegato ben 19 anni per condannare due rispettabili, educati ragazzi inglesi bianchi per l’omicidio di un ragazzo diciottenne nero (chissà, magari era stato maleducato...).
Questa la notizia de Il Quotidiano Italiano: dopo 19 anni Stephen Lawrence, il ragazzo di colore accoltellato da una banda razzista il 22 aprile 1993 a una fermata dell’autobus, ha avuto giustizia. Ieri il tribunale Old Bailey di Londra ha condannato Gary Dobson e David Norris rispettivamente a 15 anni e due mesi e a 14 anni e tre mesi di carcere. L’omicidio in Inghilterra divenne un caso giudiziario e sociale incentrato sulla difficoltà dei neri di ottenere giustizia. Ad avvalorare questa tesi sono state le critiche rivolte contro la Polizia metropolitana di Londra per aver mantenuto in questi anni un atteggiamento “istituzionalmente razzista” nei confronti del caso, ostacolando o rallentando la raccolta delle prove e lo svolgimento dei procedimenti legali.

Insomma, non è tutto oro quello che luccica: non ci sono paesi perfetti, la merda sta ovunque, l’importante è non farsi sporcare.





ps: anche noi siamo molto civili e stiamo cambiando molte cose, anche se all'apparenza non sembra.  (ringrazio RainMan per avermi trovato e segnalato questi due video)





4 commenti:

  1. ok, tesò....ma io parlavo non di un fumatore di marijuana, ma di un punk....un tipo con un enorme crestone rosso in testa....in Italia non avrebbe mai lavorato...

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  2. DIO SALVI LA REGINA!!! si ma dalla figura di merda del suo popolo. Però bisogna dire che ogni paese ha le sue usanze e costumi, noi non possiamo ne giudicare e ne condannare, possiamo solo far notare le differenze e "indicare" gli errori. Gli inglesi per un certo periodo nella storia hanno dominato il mondo, e ci sono riusciti, a differenza di Hittler. La loro presunzione da un po fastidio secondo il mio carattere, che visitano l'Italia se vogliono ma non ci devono rompere i co.............

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  3. non conosco tutta la storia, però dal tuo post credo di aver capito un pò di che si parla. La mia opinione? Chi sostiene che i paesi devono essere divisi in categorie distinte parla a vanvera: ogni paese del mondo ha del bello e del brutto e udite, udite, ci si somiglia più di quello che si vuol credere.
    E poi come si fa a dire che gli inglesi sono civili solo sulla base di un punk che lavora alla metro?!
    E anche Nando ha ragione: gli inglesi saranno educati, ma mica tanto, basta vedere cosa fanno quando vengono in Italia o anche qui in Svizzera. Roba da mandarli fuori confine a calci nel sedere.

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  4. Mago fammi un piacere, dì al tuo amico che Londra la conosco bene visto che mi reco spesso nella City per lavoro, ma i Brits di civile hanno ben poco: come tutti hanno i loro scheletri nell'armadio ma sono bravi a nasconderli.

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