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05/06/12

Falso orizzonte


Ricordo un tramonto di sangue,
bagliori infuocati accarezzavano
i dolci pendii dei colli.
Un cuore stanco
non tiene il ritmo
del tempo che corre,
rapido come il volo del falco.
La memoria
diventa dannazione
mentre l’anima
vorrebbe fuggire,
fuggire… Ma dove?!
Mostrami il volto
così che possa riconoscerti,
ora ti comprendo
occhi affamati
d’amore.
Parole come rugiada
abbracciano il senso
del vivere, l’istante vissuto.
Evaporata la gioia
mi posso fermare
senza più timore
oltre i confini
della consapevolezza.
Tutto è velato
mentre osservo
attraverso la pioggia
l’infinito del cielo,
cercando uno sguardo
sfalsato da una luce artificiale.
(Xavier)




1 commento:

  1. solo con parole scarne e crude si può veramente capire questa poesia. Bellissima da far sognare....

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