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15/06/12

Che palle avere 15 anni!

Peter Pan aveva capito tutto della vita: se ne stava sull’Isola che non c’è tenendosi alla larga dai grandi, viveva la sua vita, era libero di essere se stesso e nessuno lo criticava per questo.
So che avevo già scritto un post simile a questo, ma mi sembra giusto tornare sull’argomento visti gli ultimi accadimenti. Ieri mi è stato detto che devo circondarmi solo di persone serene che non mi fanno pensare, visti i miei quindici anni; come se a quindici anni non si possono capire i problemi degli altri.
Io sono un quindicenne atipico, la vita mi ha posto di fronte ad ostacoli che mi hanno fatto crescere in fretta e per questo non mi comporto come molti ragazzi della mia età: non mi piace cazzeggiare, non vado in giro mostrando le mutande, sono educato, studioso, non bevo, non fumo, non scopo, non mi drogo, non esco la sera, non vado in fuga, non mando a fanculo i miei genitori.
Mi piace rendermi utile per gli altri e se riesco mi piace aiutarli a stare meglio, mi piace confrontarmi con persone più grandi di me, mi piace trovare nuovi stimoli, mi piace essere autonomo e sono contento quando mi si considera una persona adulta nonostante la mia età piuttosto giovane.
Ma è proprio questo il punto, la mia età che diventa spesso un ostacolo per essere presi sul serio.
Insomma, a quindici anni bisogna seguire uno stereotipo uguale per tutti: fancazzisti, cafoni, ignoranti, cazzari, possibilmente fatti di qualcosa e con il cervello parcheggiato in una qualche galassia sconosciuta a prendere aria.
E se uno non vuole starci in questo stereotipo?
Allora i grandi ti guardano in modo strano, ti tagliano fuori ripetendo la solita litania devi vivere la tua età, sei giovane, devi circondarti di persone spensierate.
Beh io voglio circondarmi di persone che hanno qualcosa da dire e se quel qualcosa non lo trovo nei miei coetanei sarò pure libero di cercarlo dove penso sia meglio?
Signori adulti, state pure tranquilli, se non mi ritenete alla vostra altezza continuerò a fare quello che ho sempre fatto: restare in compagnia di me stesso.
Però un consiglio voglio darvelo: cercate di chiarirvi le idee perché non si può essere grandi quando fa comodo a voi e piccoli quando volete giocare agli adulti.
E da oggi in poi non voglio più tornare su questo cazzo di argomento!


3 commenti:

  1. Mai stato un quindicenne "classico".
    Se per questo neanche un dodicenne, un sedicenne o un ventenne "classico". Ma non è stato mai un problema. Certo, ho avuto difficoltà a trovare coetanei "simili a me" ma quei pochi sono tutt'ora al mio fianco. Ho sempre frequentato gente più grande... a volte troppo...
    Fin da piccolo mi hanno sempre detto che avevo la testa di un 60enne intrappolata nel corpo di un bambino e, anche se lo dicevano come un complimento, io lo percepivo come se insinuassero che c'era qualcosa di sbagliato in me.
    Col tempo, invece, ho capito. Lascio che ognuno si faccia l'idea di me che preferisce, anche se lontana dalla realtà, e continuo a vivere come credo sia più giusto e rispettoso nei confronti miei e di tutto quello che sono!
    Lasciali parlare... è gratis!

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  2. Carissimo, ti garantisco che non sei poi così atipico come quindicenne. Io ne ho conosciuti e ne conosco tanti che non son dediti ad alcool, discoteche, fancazzismo e simili. Io stesso non lo sono mai stato. Capisco in parte il tuo sentimento ma devi anche capire che comunque una differenza fra te e chi è più grande di te c'è perché il fatto stesso di avere "prospettive" diverse rende le persone diverse (non dico migliori, più affidabili o più giudiziose): sono diverse le priorità, i pensieri, le reazioni fisiche del corpo (allo stress, la stanchezza, le emozioni, etc). Mi rendo conto che forse non sia così banale da intendere ma per quanto possano sembrare sottili ci sono delle differenze fra adulti e adolescenti ed è bene che ci sia! La passione, il modo di emozionarsi di un adolescente è tutto speciale e leggendo i tuoi scritti non ti mancano per questo ti dico non preoccuparti degli adulti ma viviti la tua vita da adolescente in questo senso!

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  3. Non capisco questo discorso della differenza fra il vissuto di un ragazzo e quello di una persona adulta. Seneca scriveva che l'età anagrafica è ingannevole, Socrate aggiungeva che quello che conta è il nostro esperire e si può avere esperienza di vita a 5 anni come non la si può avere a 100.
    Siccome non si sta parlando di esperienza sessuale, ma esperienza nel vivere, non si possono fare differenze e dire "tu adolescente sta di là" e "tu adulto sta di qua".
    Anch'io non sono mai stata una bambina o tanto meno un'adolescente, sono sempre stata adulta a causa delle esperienze che ho vissuto e vivo tuttora e per questo ho subito molte discriminazioni, per questo amo confrontarmi con persone che hanno la mia testa e ho sempre odiato le differenziazioni per età.
    Mago, non prestare orecchio a chi ti dice "vivi la tua età, sii spensierato" e altre cavolate sui generis: cerca il confronto con chi può capirti e vai avanti per la tua strada lasciando da parte chi non ti capisce.

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