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10/05/12

Perdonare? Perchè?



Ieri mi è stato chiesto se potrei mai perdonare qualcuno che mi abbia fatto del male. Così ho cominciato a cercare la radice della parola perdono per capire quale sia il suo significato originale. Perdonare deriva dal latino "per condonare", la particella per è un rafforzativo del verbo condonare che significa diminuire o cancellare una pena o un obbligo a qualcuno.
Ho anche letto che in questi ultimi decenni molti studiosi cercano di capire perché si perdona e i motivi principali sono tre:

-Un aumento nella motivazione ad agire in un modo che beneficia colui che ci ha offeso o la relazione con tale persona;

-Un calo nella motivazione di rivalersi nei confronti di colui che ha commesso il torto;

-Un calo nella motivazione di evitare la persona che ha commesso il torto.

Con queste motivazioni il senso del perdono mi sfugge. Perché si perdona? Perché è socialmente accettabile, perché è un atto di buonismo, perché è cool ricordarsi di Caino ma non di Abele?
La persona che fa del male lo fa consapevolmente, dal momento che tutti nella nostra testa abbiamo una bussola che ci dice cos’è bene e cos’è male, quindi che senso ha perdonare queste persone?
Mi sconcerta leggere che oggi si spinge le persone a non provare rabbia, a non essere deluse, al buonismo a tutti i costi.
E’ ridicolo dal momento che si invita al perdono in una società dove fare del male è diventato uno sport: si insulta, si picchia, si uccide, si discrimina ma poi si invita a perdonare perché siamo tutti più buoni.
E’ come dire: ammazza pure, tanto poi basta chiedere perdono ed è tutto risolto.
Risolto un cazzo e non è perdonando che si va avanti, si va avanti solo quando chi ci ha fatto del male viene cancellato dalla nostra esistenza, perché chi sostiene Caino si dimentica che poi tocca ad Abele vivere col dolore di quello che gli è stato fatto.
Non ci sto, non approvo il perdono ad ogni costo: se mi fai del male ti escludo dalla mia vita e non ti perdono. Non porgo l’altra guancia per guadagnarmi un ipotetico paradiso, non ti concedo il perdono per alleggerirti la coscienza. Non mi interessa della religione, dei costumi sociali, delle mode psicologiche del momento.
Hai sbagliato? Paghi, espia la tua colpa fino in fondo.
Quindi, ritornando alla domanda iniziale: non porgo l’altra guancia, non condono e non perdono.



2 commenti:

Andrea ha detto...

Sicuro dell'etimologia della parola? E se invece volesse dire per-donare...con il "per" particella rafforzativa (del tipo iper) seguita dal verbo donare. Allora il significato diventerebbe quello di fare un grande dono, a me così piace molto!

Antares ha detto...

peccato che non sia così, l'etimologia latina della parola è nuda e cruda come l'hai letta nel post!
Maghetto hai ragione, il perdono è un percorso difficile e molto intimo, non tutte le cose o le persone possono essere perdonate e sta a noi scegliere quando o perchè farlo.