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23/05/12

Come diventare gay in cinque settimane


Siamo tutti un po' gay
Chi più chi meno. Che sia vero o sia falso, non si può dimostrare. O meglio, un modo ci sarebbe. Nasciamo in una società che pianifica la quasi totalità delle attività sociali presupponendo che tutti siano eterosessuali. Sin dall'asilo si separano i maschietti dalle femminucce; lo spauracchio dei primi rapporti sessuali - comunque etero - viene sbandierato ancor prima dell'adolescenza; i bambini vengono preparati alla loro eterosessualità.

Può anche darsi che la maggior parte degli esseri umani sia etero, ma di certo le circostanze la aiutano a convincersene. Se le persone crescessero convinte di avere davvero una scelta con pari possibilità, forse i numeri cambierebbero. Ogni volta che persone dello stesso sesso sono a lungo in uno stesso ambiente e la "seconda via" viene considerata come possibile, l'omosessualità salta fuori come le zanzare dopo un acquazzone: squadre sportive, forze armate, collegi e via dicendo. Per cui: o gli omosessuali hanno un particolare talento sportivo o bellico, oltre a essere virali e contagiosi nell'adolescenza. Oppure "l'occasione fa l'uomo gay" - e anche la donna
I gay sono una collettività. Sono il popolo della diaspora dell'età contemporanea. Innanzi tutto si riconoscono tra loro al primo sguardo. Mentre in genere un etero ha bisogno di prove e verifiche che nulla invidiano al processo di canonizzazione dei santi per riconoscere un omosessuale, il gay riconosce il suo simile al primo sguardo. Lo sguardo in genere è ricambiato, tipo "tu sai di me e io so di te".

Per sostenere questa solidarietà "di genere", ognuno deve dare il proprio contributo. E il contributo è la vita privata. L'omosessualità è l'e-Mule delle proprie vite, un programma di life sarin. Le mette in condivisione, non richiede download, e naturalmente non può essere disinstallato.
C'è solo un modo per leggere onestamente questo libro. Ed è dire: forse potrei essere gay. Almeno un po' gay. Per cui chiudetevi in bagno, nello stanzino, in garage, sprofondate la faccia in un cuscino, infilatela in un secchio, o andate sul balcone e gridatelo: forse sono gay.
Bravi.

Prima settimana - Portamento, gesti, abbigliamento
Pensi di dover incedere come un ballerino? Niente affatto. La tua camminata dev'essere più simile a quella di un uomo che si sia svegliato con un busto di gesso.
Non mangerai più le unghie, anzi, farai la manicure. E non solo, ma pretenderai che sia la tua manicure.
Ieri avevi un guardaroba suddiviso in casuale e formale, c'erano neri blu marroni e poco altro, c'erano abiti, maglioni e camicie. Oggi, hai scoperto che, a riguardo, "blu" è una parola senza senso. Ne hai identificate venticinque gradazioni, ed escludi di pescarne una a caso: ti è improvvisamente evidente che laddove il blu di Prussia è perfetto, un ceruleo morirebbe, e che sebbene tu sia provvisto di maglioni blu di Persia adoreresti l'indaco che fino a ieri, in modo molto plebeo, chiamavi "viola"…
Se non ti piacciono gli animali la tua omosessualità è a rischio. Esercitati.
Esiste un cliché che accomuna una gran parte delle donne gay, così come è un cliché quello che accomuna gli uomini. … Ci sono infatti buone possibilità che Diana somiglia moltissimo alla donna etero che vorrebbe portarsi a letto. … Questa mimetica versione di Diana è capace di fare una lastra con un'occhiata, di vedere attraverso un cappotto un maglione e anche una parete di piombo, di mettere a nudo come lo screening all'aeroporto.
La tua scarsa fantasia si manifesta anche nel patologico entusiasmo con il quale accogli nuovi indumenti di tuo gusto: infatti, quando scopri un paio di pantaloni che ti calzano bene, ne compri tre paia. Quella maglietta è giusta di lunghezza di collo e di seno? Ne arraffi una dozzina. Un indumento indovinato in provvida quantità può risolverti una stagione. E' un po' come avere il guardaroba di Paperino con null'altro che casacche da marinaretto, ma è così.
Il mondo degli accessori è univocamente rivoluzionato. Scomparirà l'oro giallo come i dinosauri dopo il meteorite. L'asimmetria ti piacerà molto più della simmetria. Tre orecchini a destra e nessuno a sinistra. Tagli o frangia irregolare. Inoltre, orologi vistosi, anelli di due etti ciascuno, meglio se sul pollice o sul mignolo., bracciali dal polso a metà dell'avambraccio, bigiotteria possibilmente etnica, o di pelle e acciaio, o manufatta da qualche amica (molto probabilmente gay a sua volta).
Riscontrerai in sostanza in te stessa la tendenza ad abbandonare un atteggiamento tipicamente femminile, che è la seduzione. … La seduzione tra donne come vedremo tra breve viaggia su binari meno scontati e più sofisticati di quella eterosessuale. Con un uomo, è sufficiente ricordargli che sei una donna, a parole o con i fatti, per innescare il meccanismo. Mostra le tette a una donna, e quella tanto per cominciare penserà: ce le ho anche io.

Seconda settimana - Attività
Non permetterai a nessuno di metterti lo zucchero nel caffè, perché ne lasci una parte infinitesimale nella bustina la cui presenza renderebbe il tuo caffè non diverso, ma imbevibile
Quando ordinerai, farai domande che farebbero impallidire il notaio di un telequiz. Tipo: l'orata al forno è stata squamata prima della cottura? E se sì, perché, di grazia? L'aglio è stato pulito rosolato e tolto o rotto nella sua guaina e inserito insieme agli altri odori? Il soffritto del riso è stato fatto con l'olio o qualcuno è stato così sconsiderato da farlo con il burro, quando è ovvio che il burro sia da usarsi solo e solamente crudo?
Questa cosa, di dire in modo delizioso cose atroci, è molto gay: imparala subito.
Mentre, infatti, è assolutamente lecito per la gran parte dei tuoi connazionali essere contrari a tutto ciò che ti riguarda, contrari al fatto che tu possa sposarti, contrari al fatto che tu possa adottare o avere figli, contrari a che tu possa definire naturali le tue relazioni e inclinazioni, stai pur certo che esattamente costoro che si professano contrari a tutto ciò e per questo voteranno e firmeranno e si schiereranno e manderanno sms ai sondaggi, proprio costoro dicevo saranno felici e orgogliosi di difendere te, proprio te, personalmente, nella quotidianità sociale. Ma certo che ho amici gay. Ma certo che ho colleghi gay. Ci vado a pranzo. Ci gioco a squash. Il singolare o il plurale fanno la differenza. Tu, vai difeso. Voi, no. Tu, meriti diritti e considerazione e rispetto. Voi, no.
Diversamente da quello che si pensa, tu non ce l'hai con gli uomini. Non li odi affatto. Casomai, sei perplessa sul come possano amarli le donne etero.

Quindi trascorri gran parte della tua vita sociale a cercare di far capire alle donne che non vuoi portartele a letto (almeno non tutte) e agli uomini che non riusciranno a portarti a letto (decisamente tutti). Sei come la rappresentante di uno Stato neutrale che partecipi a un vertice tra due schieramenti in guerra, i quali ti strattonano continuamente per la manica, sei la Kamchatka del Risiko: ti vogliono solo perché esisti.
Ma se arrivi in una città che non hai mai visto prima e vuoi conoscere un uomo gay hai ottime chance di farcela in una mezz'ora. Invece, tu non hai una collocazione scontata. Né un ruolo sociale definito. E la prova ne è che non esiste uno stereotipo divertente di donna lesbica. La parodia di una professione, di un dolce, di un paese, di qualsiasi cosa, denota che di quella persona, luogo od oggetto si è stati in grado di identificare le caratteristiche salienti ed esasperarle in modo buffo e paradossale, che è stata metabolizzata. Non ci sono commediole divertenti su donne gay - mentre l'uomo gay nei film è uno standard, specie come migliore amico della protagonista. Non esistono lesbiche divertenti invitate alle trasmissioni televisive - cioè, non in Italia.
Tu, che rifiuti scontati gesti di cavalleria, che ti presenti alle feste da sola e da sola te en vai, che ti ripari da te il rubinetto che perde, tu che alla tua amica sciolta in lacrime dici "lascia quella carogna" invece di "cucciola tutto si sistemerà", tu che non ti concedi il lusso di commozione in pubblico, tu, alla fine, sei accusata di essere fredda e dura. Sappilo: una donna forte e con pochi cedimenti è irritante. Il piagnisteo è un'arma di seduzione, non necessariamente a fini sessuali.

Terza settimana - Se ducere
Con un gay una donna sente di poter fare precisamente qualsiasi cosa le passi per la testa, essendo la seduzione dichiaratamente esclusa dal gioco - di lui. Lei può provarci a oltranza, fare esercizio, diciamo, perché lui la respingerà sempre - o così dovrebbe.
Per una donna è diverso. Dichiara di essere gay e la maggior parte degli uomini ritroverà il testosterone perduto, asserendo di poterti far tornare sui tuoi passi: la deduzione dell'etero di turno sarà che Diana sia gay perché non ha provato lui.
Tutte penseranno che vorresti segretamente e comprensibilmente concupirle. Non saprei perché l'omosessualità maschile susciti entusiasmo, e quella femminile istighi all'arrembaggio. Ma è così. Bruce è una graziosa, nuova forma di vita, Diana un'impostora. Forse il punto è che il lupo che si fa agnello fa tenerezza. Un agnello che si fa lupo sobilla antagonismi.
Una donna che conosce un uomo interessante che non ha la fidanzata si domanda, prima o poi: sarà omosessuale? Un uomo che conosce una donna interessante che non ha un fidanzato si domanda, quasi subito: ci starà?
Coming out non significa saltare su un carro carnevalesco coperti di strass. Significa, da principio, non precipitarsi a cercare un alibi, e accettare fino in fondo il ruolo che si è vestito.
La gente vuole sapere, ma non osa chiedere. Non chiederanno. Essere etero va bene. Essere gay va bene. Essere un gay che si finge etero mentre fa il gay, no.
Ma tutti negano, da principio. Negare fa bene. Negare fa sentire imbarazzati. Negare complica la vita. Negare invischia in trame complesse che non si è in grado di gestire. Negare porta al coming out per stanchezza.
… nella "cavalleria" c'è una componente di ruoli che una donna gay non sa, non può decodificare. Certo, a leggerla sembra un'idiozia. Ma portarsi da sola la cassetta dell'acqua alla macchina significa in qualche modo rifiutare un ruolo sessuale.

I vari "sono capace", e "faccio da sola", e "no grazie" possono risultare ammalianti, in qualche modo, perché fanno sorridere. Alterano il gioco delle parti. Finiscono con l'attivarlo proprio mentre ci si vogliono sottrarre.
Uscire con una donna, e pensare di averci una relazione, è più simile a uscire con una persona già sposata. E' il genere di attrazione che cerchi di ignorare finché non prende il sopravvento. Che cerchi di gestire, che pensi di potere amministrare.
Certo che accade anche tra donne di conoscersi e avere una storia di una sera. Ma ti accorgerai parlando con le donne che conoscerai che alcune di loro dicono storia di una sera e pensano bacio.

Quarta settimana - Dichiararsi agli amici
Siete amici perché sapete prendervi in giro e rendere le vostre imperfezioni sopportabili.
…. Coming out significa valicare un margine d'illiceità. Solo che, nell'universo maschile, questo margine è ampio come il Mississipi in piena. Nell'universo femminile oscilla tra un torrentello di montagna e il rivolo che si forma strizzando una spugna. Diciamo un'altra verità: posto che essere etero è fuori moda, le donne sono tutte un po' lesbiche. Se essere un vero maschio comporta di tenere quel margine quanto più ampio possibile, essere una donna porta spesso a lambirne i confini anche troppo da vicino. Le donne, in genere, fanno cose assurde rigorosamente insieme. Vanno in bagno insieme. Si scambiano i vestiti e la biancheria. Dormono insieme. Si abbracciano e si baciano con prodigalità, spesso sulle labbra. Si piangono addosso. Si infilano nei reciproci camerini con la destrezza di anguille.
Due maschi sono amici? Guarderanno insieme la finale di Champions League, berranno birra, si tireranno a tradimento grosse pacche sulla schiena, pugni nello stomaco e abbozzeranno simpatici calci nei genitali, e si accuseranno a vicenda di avere il pisello piccolo, di non capire un cazzo di calcio e della vita in generale, di essere delle schiappe a letto.
Due donne sono amiche? Noleggeranno un film, si accomoderanno sul divano condividendo lo stesso plaid, mangeranno del gelato dalla stessa coppa, magari con lo stesso cucchiaino, si appisoleranno l'una addosso all'altra, e a un certo punto della serata una dirà: ma indossi il reggiseno che abbiamo comprato insieme? Fammelo vedere!, e l'altra senza batter ciglio si spoglierà.
Se questo lo facessero due maschi, riterrebbero di essere gay e di avere quasi fatto sesso (soprattutto se uno dei due indossasse il reggiseno…). E avrebbero ragione. Anche le due donne hanno quasi fatto sesso. La differenza è che loro non lo sanno…
Gli uomini avranno verso di te l'atteggiamento dei missionari spagnoli: convertire o sterminare. Impossibile perdurare nella tua intonsa omosessualità. Ricordati che ai loro occhi sei lesbica come ripiego. Inoltre, presentandoti come lesbica, l'atteggiamento maschile sarà qualcosa di simile a: non ho pregiudizi, pagati l'aperitivo. Sparisce la cavalleria, il bon ton è a rischio.
E' vero, tu sei donna e non è carino parlare di sesso con una donna, a meno di non farcelo subito dopo, prima, durante. Ma sei donna gay, quindi in fondo sei meno donna delle altre, sei una specie di mammifero simile a loro, no? Una cosa che noterai è che è quasi impossibile far digerire a un uomo che si possa fare sesso senza il loro gingillo. Hai sentito parlare tante volte di quanto i maschi siano attenti alla loro lancetta dei minuti, sai che lo misurano, ci parlano, lo trattano come una parte di sé, un figlio, un animale domestico. Gli comprano anche i giocattoli. Ma questa cosa diventa eclatante quando il maschio tuo interlocutore risolverà la complessa equazione "è una donna = è lesbica = la sua partner è lesbica = anche lei è una donna = nessuna ha il gingillo". Il maschio non lo chiamerà gingillo né lancetta, magari al suo ha dato anche un nome, ma si arenerà su questa mancanza come un computer davanti a un calcolo troppo elaborato, prima di venirne a capo. Allora farà un sorrisetto sufficiente, ansioso di porti la stupida domanda. Le domande stupide che ti farà sono molte. La principale, che non oserà farti direttamente per non sembrare un idiota, è per l'appunto: come si fa senza? Questa domanda, per lo più taciuta ma sottintesa, getta una luce sconfortante sulla vita sessuale degli etero, e basterebbe da sé a far desiderare a ogni donna di essere gay.
Dopo esserti confidata, scoprirai che tutte le tue amiche riterranno che vuoi, vorrai, hai sempre voluto portartele a letto. Tu sei gay, loro sono donne, tu le adori, quindi è ovvio. Se tu, malauguratamente, non cercherai di dar corpo a questa tua supposta aspettativa, all'improvviso saranno le tue amiche, loro, le etero, che vorranno portarsi a letto te. Diventa una specie di offesa. E perché on vuoi fare sesso con me? Cos'ho che non va? Agli uomini piaccio. Siamo anche amiche. … Se accadrà qualcosa tra voi ti sentirai porre domande, prima, circa il come fare cosa. Sanno che il gingillo non serve, ma temono che tu abbia qualche trucco. … Quello che però ti sentirai dire, dopo, è che in ogni caso loro sono etero. Non stiamo parlando della scappatella di una sera. Se sarai la prima donna di una etero, che duri una settimana, un mese, un anno, la gay resterai sempre tu. E' un sofismo, una sfumatura, un puntino sulle "i". L'hai fatto per prima, quindi la colpa è tua.
Peggio ancora: la prima volta che avrai una storia con una donna, tu stessa penserai di non essere gay. Né bisessuale. Penserai di te qualcosa che sentirai come profondamente diverso, cioè di essere solo una donna che ha fatto sesso con un'altra donna.

Quinta settimana - Dichiararsi in famiglia
Amare i propri genitori si traduce infatti assai spesso nel mentirgli.
E' una vita intera che mentite per proteggerli dalla verità su di voi, perché vi credano più simili all'idea di voi che hanno radicata in un punto inarrivabile del cervello.
Ma l'omosessualità non si "prende".
Non dipende da un'esposizione accidentale al sole senza crema protettiva, non è virale, batterica, endemica, culturale, sociale, morale, orale, intercostale, viscerale, ancestrale, perineale, collaterale. Inoltre, spesso non ci si sente affatto a disagio per la propria omosessualità, almeno finché non si pensa di dirlo in casa. Rassegnatevi: non avete colpa di essere gay come non potreste averne il merito. Per lo stesso motivo, non tormentatevi pensando che saranno i vostri genitori a sentirsi in colpa. Non dipende dai biscotti al malto che vi hanno dato. Non dipende dai cartoni animati che vi hanno consentito di guardare - no, neppure Lady Oscar. Non dipende dai pantaloni a zampa che mettevate a quattro anni e con i quali adesso vi sentireste così buffi. Bruce, non dipende dal taglio di capelli alla Beatles che sfoggiavi. Diana, non dipende dagli indumenti smessi di tuo fratello che riciclavano per te.
Insomma: cercare di individuare una colpa, e appiopparla a voi stessi o ai vostri genitori è sterile e inconcludente. Ci si può provare, perché sentirsi responsabili concederebbe la perversa sensazione che sarebbe stato possibile intervenire in qualche modo, prevenire, arginare.
No, non si poteva.
Cominciare a riflettere su questa cosa. Il problema è che non vi sentite affatto in dovere di scusarvi per la vostra omosessualità E allora non fatelo.
Le famiglie fanno esattamente l'opposto di quello che accade fuori dalle mura domestiche: appoggiano "loro", ma "voi" non dovete farne parte. Possono essere le persone più progressiste sulla terra, ma ricordatevi questo: anche se tifano per un transessuale ebreo e di colore che sta picchiando una suora, non significa che mostreranno per la faccenda in casa propria la medesima propensione.
Allora, vi siete ripetuti che vi amano e vi ameranno comunque. Che, come dicono nei film, quello che dovrebbe importargli davvero, e che in effetti gli importerà, è che voi siate felici. Ebbene, vi siete sbagliati. Non vogliono affatto che voi siate felici. Vogliono, per la precisione, che voi siate felici in un modo che possa rendere felici anche loro.
Abbiamo cercato di dimostrare l'infondatezza delle motivazioni principali per cui sarebbe giusto o migliore tacere la propria omosessualità.
Non stiamo creando un'associazione un partito né raccogliendo firme, ma sono convinta che prima di un coming out si viva in ansia, dopo si viva meglio, e senza si viva in modo inadeguato. Chi decide di tacere ed è sereno e risoluto dice spesso di stare bene così e preferire così. Ma "preferire" di non vivere la propria identità liberamente è molto diverso da quello che fa Diana quando assicura che "preferirebbe" non avere un gatto nelle mutande. Da cosa si distingue una buona idea da una cattiva? Se si tratta di una buona idea, qualcuno l'ha già fatto, e ha convinto altri a farlo.
Tutti coloro che hanno paura di deludere le loro famiglie, non abbiano paura. Le deluderanno ancora molte volte. Ma almeno possono sorprenderle.

L'algebra dell'omosessualità
Veramente, la comunità non è tanto interessata a reclutare nuovi adepti. Gli etero non sono quasi mai poi così tanto etero, fanno i preziosi e ammiccano al di là di un parlatorio e prima o poi alcuni finiscono da questa parte. Così come in genere tutti si proclamano di sinistra, e poi alle elezioni vince la destra.
E' innegabile, comunque, che il modo in cui voi stessi percepite l'esternazione del vostro orientamento è determinante del modo in cui gli interlocutori reagiscono. Per cui fate almeno una prova. Mentre dite che siete gay, pensate a qualcosa che fate meravigliosamente bene: la vostra parmigiana di melanzane. O a qualcosa di cui siete particolarmente fieri, anche senza motivo: sapere a memoria la formula della fotosintesi clorofilliana. Quando dite a qualcuno: io so a memoria la formula della fotosintesi, lo dite in un modo tale che nessuno vi risponde: ma non serve a niente. E anche se lo facessero, ribattereste qualcosa come: a me piace saperla.
L'amicizia è una faccenda stupenda e grandiosa, che rende il mestiere di vivere più appagante, ricco e sorprendente.
… una minoranza diventa rilevante quando, tautologicamente, non è più talmente piccola da essere sfrontatamente ignorata. Gli omosessuali sono una minoranza? Sicuramente si. Tale da poterla ignorare? Sicuramente no.
Sposarsi, per Diana e Bruce, è come sentirsi dire dal buttafuori che non si è in lista per una festa, e subito dopo essere invitato nel privè dall'ospite d'onore che si è appena ricordato di quando eravate all'asilo insieme.
Perché due gay possono fare parte di un'equazione - ed ecco l'algebra, e anche la chimica. Una coppia etero, argomentano, è composta da due cariche, una positiva, che è la donna, e una negativa, che è l'uomo. Il prodotto delle due cariche deve essere meno. Cosa accade tra Bruce e Diana? Che la polarità è invertita, ma il prodotto è sempre negativo!
Sembra geniale, e come tante cose che sembrano geniali è una fesseria. Le cariche non sono invertite. Casomai, la carica è la stessa. E il prodotto è sempre positivo. L'omosessualità va approcciata in modo scientifico, la correttezza di una teoria va riscontrata empiricamente, più e più volte, per risultare convincente.
A nessuno piace essere ripreso quando fa qualcosa di male, figuriamoci in assenza di dolo o colpa. Come reagire alle reprimende è una questione discrezionale. A volte vorrete difendervi. A volte sarete aggressivi. A volte non ve ne importerà nulla. A volte vi sentirete in torto. Vorreste sentirvi come gli altri. Non lo siete. Per questo si dice: diversi. Vi toccherà essere sempre un passo avanti. Per risparmiare la vostra sorte a chi arriverà tra qualche generazione. Come per il riscaldamento globale. L'inquinamento. Vi tocca raccogliere le cartacce, anche quelle non vostre. Ma d'latra parte, il pianeta va salvato. Per questo siete supereroi.

L'algebra dell'omosessualità
In più sarete sempre ricordati da rappresentanti religiosi di varie confessioni - una in particolare che non vogliamo menzionare - per le vostre caparbie, perverse inclinazioni contro natura e la vostra ostinazione nel sabotare la famiglia tradizionale, essendo il sabotaggio il vostro intento, e non l'essere considerati voi una famiglia, giacché l'originale è una specie di ricetta sacra come quella della sacher torte da voi intaccata con marmellate improprie.
Inoltre, sarete coinvolti con passione in ogni campagna elettorale, nel corso della quale per voi si rivendicherà ogni bene e pari diritti (si dice "pari diritti" perché è un gioco. Pari o dispari. Fino a prima delle elezioni puntereste sul pari, ma i dadi sono truccati e dopo le elezioni esce sempre dispari).
(Claudia Mauri)

Vi consiglio di leggerlo :)

2 commenti:

Antares ha detto...

come ti ho scritto anche nel forum comprerò subito il libro, intanto se ti va leggi anche Le donne del presidente, sempre della stessa autrice!

Nando ha detto...

lo leggerò, deve essere bellissimo!!!!!!!!