Followers

04/05/12

Anche oggi è morto un bambino


I quattro cavalieri dell’Apocalisse continuano a mietere vittime: Fame, Pestilenza, Guerra e Morte colpiscono il mondo “civilizzato”.

Sono 800 milioni le persone, da un emisfero all'altro, che soffrono di fame. E non basta, perché la malnutrizione riguarda un numero ben superiore di persone: oltre 2 miliardi.
Il mondo è pieno di affamati perché le risorse sono mal distribuite.
Per questo non è sufficiente aumentare la produzione alimentare, ma combattere la lotta su più piani: da una parte sviluppare l'agricoltura nelle zone più povere, proteggendo le economie rurali, e dall'altra correggere certi effetti dell'economia globalizzata: caduta dei prezzi dei prodotti agricoli, diffusione incontrollata delle colture industriali volute dai gruppi economici più forti, liberazione dei contadini e dei paesi poveri dal giogo dell’indebitamento.

Ogni anno 11 milioni di bambini muoiono per cause facilmente prevenibili e molti altri si “perdono in mezzo ai vivi”, resi invisibili dalla miseria, non registrati alla nascita o costretti a lavorare in condizioni estreme. Come i bambini soldato, o quelli nei bordelli, vittime dello sfruttamento sessuale. Oltre 600 milioni, sotto i 5 anni, devono sopravvivere con meno di un dollaro al giorno, 200 milioni sono affetti da rachitismo per malnutrizione e oltre 110 non vanno a scuola.

Tutto questo avviene ogni giorno sotto i nostri occhi: nel mondo così detto civilizzato, il mondo occidentale/occidentalizzato, oltre il 40% dei bambini è obeso, si spendono miliardi in tecnologie e cibo che più delle volte viene buttato via; si comprano automobili di lusso, vestiti firmati, si spendono soldi in lussuosi posti di villeggiatura.
C’è la corsa all’ultimo I-Pad, al cellulare più figo, all’ultimo videogioco, alla palestra più alla moda; bisogna essere in, cool, nice e intanto il divario tra ricchi e poveri aumenta costantemente.
Coloro che dovrebbero garantire equilibrio e sviluppo per tutti sono i primi a tenere ogni ricchezza per sé. Proprio in questo momento, mentre sono qui a scrivere, un altro bambino è morto nell’indifferenza generale di questa società consumista.
Ma quanti di noi fanno qualcosa?
A parole tutti, a fatti pochi e purtroppo tra quei pochi non ci sono quelli che possono cambiare le cose.
L’indifferenza uccide, basta veramente poco per dare una svolta e fare la differenza: con un euro si può regalare un vaccino, con dieci euro latte e nutrimenti proteici, con cinquanta/cento euro l’anno si può adottare un bambino a distanza e garantirgli un futuro, con meno di trecento euro si può aiutare un villaggio.
Allora mi chiedo: possiamo rinunciare a un cellulare, un vestito firmato, un’uscita in, un I-Pad, un paio di scarpe cool e dare un po’ di speranza a chi ormai non ha neanche lacrime da piangere?
Sì, si può fare, io l’ho fatto: fatelo anche voi.






2 commenti:

  1. Che la grande umanità che possiedi ti sia sempre di sostegno. Non smettere mai di lottare, le persone come te rendono più pulito questo mondo che si sta decomponendo.

    RispondiElimina
  2. E la cosa ignobile è che i responsabili di questa crisi (ricchi, finanzieri, imprenditori, politici...) non fanno niente per cambiare le cose: la Terra in quest'ultimo secolo è collassata, perdendo gran parte delle sue risorse, milioni di persone muoiono di fame, malattie, sono analfabeti e loro non fanno niente. Si comportano come se ancora ci fosse tempo per cambiare le cose, ma il tempo non c'è più.

    RispondiElimina

Un commento fa sempre piacere.
A comment is always nice.
Un commentaire est toujours agréable.
Un comentario es siempre agradable.
Ein Kommentar tut immer gut