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13/04/12

Tu chiamale se vuoi emozioni


Può un semplice gioco scatenare emozioni intense? Può risvegliare in noi sensazioni  nuove e sconosciute?
A quanto pare può, ma una volta che accade cosa succede? Che definizione si può dare al gioco e alle sensazioni provate?
Amore magari no, perchè è un sentimento complesso che richiede vicinanza e una presenza quasi costante, richiede una conoscenza approfondita.
Amicizia? No, non è più semplice amicizia, perchè l'amicizia richiede anche un certo grado di distacco emotivo fra i due amici.
Quindi come chiamare questa sorta di limbo magico che si trova fra le due linee di confine?
Solo il pensare che potrebbe non esserci più mi provoca una sensazione di vuoto enorme, è come essere drogati e aver paura che improvvisamente finisca la nostra droga. Non saremmo più gli stessi, non potremo più tornare indietro e vivere in quella solitudine che ci eravamo creati perchè era rassicurante e ci proteggeva dall'ostilità del mondo, ma non avremmo neanche più la nostra dimensione magica.
Mi sento come un albero bagnato dalla pioggia e accarezzato dal sole, pronto a far spuntare le sue foglie di un verde tenue: avido di vita, timoroso di esporsi.
Ancora non so come si intrecceranno i rami del mio albero e con chi si intrecceranno, so solo che in questo limbo sto bene.


Seguir con gli occhi un airone sopra il fiume e poi
ritrovarsi a volare
e sdraiarsi felice sopra l'erba ad ascoltare
un sottile dispiacere.
E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire
dove il sole va a dormire.
Domandarsi perchè quando cade la tristezza
in fondo al cuore
come la neve non fa rumore.
E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte
per vedere
se poi è tanto difficile morire.
E stringere le mani per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è.
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni,
tu chiamale se vuoi
emozioni.
Uscir dalla brughiera di mattina
dove non si vede a un passo
per ritrovar se stesso.
Parlar del più e del meno con un pescatore
per ore ed ore
per non sentir che dentro qualcosa muore.
E ricoprir di terra una piantina verde
sperando possa
nascere un giorno una rosa rossa.
E prendere a pugni un uomo solo
perchè è stato un po' scortese
sapendo che quel che brucia non son le offese.
Chiudere gli occhi per fermare
qualcosa che
è dentro me
ma nella mente tua non c'è.
Capire tu non puoi
tu chiamale se vuoi
emozioni,
tu chiamale se vuoi
emozioni.
(Lucio Battisti)






1 commento:

  1. la terra e la luna, i falchi con il vento, gli alberi e la luce del sole fanno lo stesso gioco da un eternità, distanti ma essenziali l'uno dall'altro per vivere, in una danza eterna, cullati da questo loro limbo eterno e straordinariamente magico. Perchè allora non possono farlo anche gli uomini?.....dare un nome ad una sensazione non cambia il valore della sensazione stessa ("Che cosa c'è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un'altra parola avrebbe lo stesso odore soave")

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