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16/04/12

Quando la Storia non insegna niente


E’ incredibile che ancora si parli di svastica e nazismo, eppure in Germania il fenomeno va avanti da anni.
Dopo esserne occupato nel 2007, il settimanale tedesco Spiegel, torna a raccontare la storia di un paese nel nord-est tedesco, Jamel, in mano a gruppi neonazisti.
Parliamo di un piccolo paese vicino al Mar Baltico, circondato da boschi di tigli ed di aceri. Un posto all’apparenza tranquillo, l’ideale per chi volesse vivere lontano dal caos cittadino.
E’ quello che pensarono i coniugi Horst e Birgit Lohmaeyer la prima volta che approdarono a Jamel.
E’ dalla loro storia che lo Spiegel prende spunto, per parlare della situazione inquietante che si vive nella Germania del nuovo millennio.
Cercavano da molto tempo una casa dove rifugiarsi, lui per comporre musica e lei per scrivere i suoi romanzi gialli. Trovarono proprio a Jamel ciò che faceva al loro caso: una bella villetta immersa nel bosco ad un costo più che accettabile.
Sapevano che nelle vicinanze viveva Sven Kruger, un esponente molto in vista del partito di estrema destra NPD, ma pensarono che la cosa non avesse peso.
Non sapevano ancora che Kruger terrorizzava tutti i loro vicini e che, insieme al suo gruppo di esaltati, aveva comprato quasi tutte le case del paese.
Ma capirono ben presto dove erano finiti!
Cominciarono a perlustrare il ridente paesino e quello che si mostrò ai loro occhi fu uno spettacolo a dir poco raccapricciante.
Alcune case avevano il tetto crollato, la fermata del bus era una discarica a cielo aperto, altre abitazioni circondate da recinzioni metalliche e protette da cani da guardia. Una bella svastica svettava sul cartello di ingresso del paese, nessuno si era degnato di cancellarla!
Per le strade c’erano gruppi di ragazzi con le teste rasate ed i pantaloni militari. Durante il week end si sentiva musica rock di gruppi nazisti e dal bosco vicino, rumori di spari: i giovani andavano lì ad esercitarsi con pistole e fucili. Girando per vie del paese si incontravano ragazzini che salutavano con il saluto nazista.
Jamel era completamente in mano a Kruger!
Dei dieci palazzi che compongono l’abitato, sette sono in mano al suo entourage. Le persone che non ne fanno parte, vengono gentilmente invitate a lasciare il paese: finestre sfondate, atti vandalici, festeggiamenti per il compleanno di Hitler.
Una coppia che non se ne voleva andare, si ritrovò con una serie di galline infilzate sul cancello di casa, ad un’altra invece, è stato bruciato il tetto dell’abitazione.
I Lohmeyer ancora vivono li, ormai la loro esistenza è dedicata a combattere i neonazisti!
Non dobbiamo però pensare che Jamel sia una caso eccezionale, il partito di Sven Kruger è il partito nazionaldemocratico, PND, e di fatto è un partito neonazista.
La regione in cui si trova Jamel, quella di Mecklenburg, è una delle loro roccaforti ormai da anni: è una regione rurale che non ha subito molti cambiamenti da quando faceva parte della Germania dell’est, nel cui parlamento locale, i neonazisti, avevano già conquistato dei seggi nel 2006.
“I neonazisti hanno messo un grande masso all’ingresso del paese” scrive ancora lo Spiegel “una placca sul masso dice: Paese di Jamel – libero, sociale, nazionale”.
Per quanto assurda, fuori tempo e spaventosa, questa è la realtà di un paese tedesco, dove la storia non ha insegnato nulla, dove il sangue versato da milioni di persone, non è servito a cancellare dai cuori la rabbia, la violenza e l’arroganza.
(articolo di S. Renzi)

Il nazismo non ha mai lasciato la Germania, purtroppo è una realtà che molti ignorano ma con cui prima o poi si dovrà fare i conti: tuttavia la morte di Daniel Zamudio, in Cile, è un esempio di come il neonazismo sia una piaga che sta dilagando in tutto il mondo: America Latina, Oceania, Stati Uniti e forse persino l’Asia. Nessuno è immune da questo cancro nato anni fa dalla mente di una persona e di un popolo convinti di essere superiori al resto del mondo e di poter quindi detenere il potere di vita e morte su milioni di persone.
Un popolo arrogante, superbo, criminale che ancora non ha chiesto scusa ma finge di averlo fatto e intanto si riorganizza in quello che possiamo osservare come movimento neonazista, un pericolo sempre più attuale.
Trovo vergognoso aver permesso ai gerarchi nazisti di salvarsi e che alla Germania sia stata data la possibilità di riorganizzarsi e diventare un paese economicamente forte all’interno dell’UE.
Questo diritto doveva averlo perso con il sangue dei milioni di vittime uccise durante la Seconda Guerra Mondiale nei campi di concentramento.
Questa nazione partorisce mostri, ragazzi indegni di vivere eppure questo viene ignorato. Il loro cancro lo esportano in tutto il mondo, ma i potenti preferiscono chiudere gli occhi.
Daniel Zamudio è la punta dell’iceberg, ma tanti ragazzi sono stati uccisi dai neonazisti in questo nuovo millennio, per quanto il resto del mondo farà finta di non vedere?
Io dico no a tutto questo. Come scrive Shakespeare c’è del marcio in Danimarca, ma in Germania c’è la merda.



2 commenti:

  1. oltre che far pensare dovrebbe spaventare: non sono razzista ma un popolo come quello tedesco è pericoloso perchè non ha imparato niente dai suoi errori e i naziskin sono un evidente esempio. Bisogna agire sul serio.

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  2. è un errore credere che la Storia possa insegnare qualcosa, l'uomo non è capace di vivere in pace: è l'unico animale che uccide per il piacere di farlo.

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