Followers

19/04/12

I giorni che non vorrei


Oggi è uno di quei giorni in cui vorrei sparire per sempre. Sono invaso da una profonda tristezza e neppure le parole di un amico riescono a farmi sorridere.
Odio questi giorni, non so come contrastarli anche se conosco la fonte da cui scaturiscono, allora mi chiudo a riccio e non permetto a nessuno di raggiungermi, lascio che la mente si riempia di volti, emozioni, frasi, immagini e dolore, un dolore denso e vischioso che si deposita in ogni mia cellula.
Mi rannicchio su me stesso cullandomi come un bambino piccolo, sperando che le lacrime portino via il dolore ma non avviene mai, il dolore non va via ma spalanca la sua enorme bocca mostrando denti aguzzi e affilati come lame di rasoio, allora lascio che affondino nella mia carne lacerandola, mi faccio travolgere dal dolore e smetto di lottare in questo vorticoso inferno fatto di un pesante e impenetrabile buio che non lascia spazio alla luce.
A questo punto indosso una maschera e sorrido per non far preoccupare chi mi sta vicino ma è una maschera pesante e mi costa fatica indossarla.
Potrei rifugiarmi nel sonno ma non sarebbe una liberazione perché verrei risucchiato ancora di più nel profondo buio della mente.
Non ho armi efficaci per combattere tutto questo, scrivere e fissare nero su bianco i pensieri che poi non leggerò mai,  aggrapparmi con le unghie a pareti che diventano sempre più scivolose non serve, allora picchio i pugni sul freddo pavimento finché le mani non mi fanno male, cerco di liberarmi del peso che sento sulle spalle e sul cuore che mi schiaccia fino a soffocarmi.
Vorrei delle risposte che mai ci saranno, vorrei… non so neppure io cosa, ma che importa tanto tutte le risposte del mondo non potranno mutare niente.
Dicono che bisogna accettare le situazioni che non si possono cambiare come un’ineluttabile destino già scritto da chi poi non si sa.
Questo stato fatto di sensazioni contrastanti resta con me per giorni facendo ciò che vuole e quando è passato quello che resta è solo distruzione e mettere tutto in ordine diventa sempre più difficile.
In qualche modo riesco sempre a farcela anche se un pezzetto di me resta sotto le macerie!









2 commenti:

  1. l'unica cosa che posso dirti è che so come ti senti. Conosco la sensazione che descrivi, anche se ho usato altre metafore... e so che prima o poi passa. E che in fondo non ci si può far nulla, se non credere che se ne uscirà.
    Forza maghetto!

    RispondiElimina
  2. "Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che saranno ridere!"
    E rise ancora.
    "E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per piacere... e i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai" Sì, le stelle mi fanno ridere! "E ti crederanno pazzo. T'avrò fatto un brutto scherzo..."
    e rise ancora.
    "Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere..."

    RispondiElimina

Un commento fa sempre piacere.
A comment is always nice.
Un commentaire est toujours agréable.
Un comentario es siempre agradable.
Ein Kommentar tut immer gut