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09/03/12

L'Indifferenza

L'indifferenza riduce a nulla l'altro, non lo vedi neppure, non esiste più. E nessuno ha il diritto di ridurre a nulla un uomo. L'indifferenza avvelena la terra, ruba vita agli altri, uccide e lascia morire; è la linfa segreta del male.
(Ermes Ronchi)

Mi chiedo spesso cosa porti una persona ad essere indifferente nei confronti di un’altra, perché dopo l’entusiasmo della conoscenza iniziale l’interesse si spenga senza un apparente motivo.
Si diradano i messaggi, nei pochi incontri regna il silenzio, l’altra persona fa finta che tu non esista.
Come ci si può sentire?
Ci si sente trasparenti, invisibili, si sta male, ci si chiede dove si è sbagliato e le risposte non ci sono perché ti accorgi di non aver sbagliato: semplicemente l’altra persona si è spostata su un altro giocattolo.
A poco servono le scuse, i “mi dispiace”, “Non è così”, “è un momento di stress”, “sei tu che prendi cantonate” se poi il comportamento dell’altro non cambia, anzi la sua presenza/assenza diventa sempre più evidente.
L’indifferenza è capace di distruggere qualsiasi rapporto in modo irreparabile: Moravia aveva ben descritto la situazione nel suo romanzo Gli indifferenti.

Un male incerto provoca inquietudine, perché, in fondo, si spera fino all'ultimo che non sia vero; ma un male sicuro, invece, infonde per qualche tempo una squallida tranquillità.
(Alberto Moravia)

L’indifferenza è come un male sicuro, non lascia speranza perché affonda le sue radici nel profondo fino a soffocare qualsiasi sentimento. L’indifferenza crea un mondo di illusioni e menzogne, l’indifferenza è metà della morte, l’indifferenza è il male assoluto.

“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.
(Antonio Gramsci)


2 commenti:

  1. Odio blogger, grazie per aver cancellato il mio bellissimo commento, vediamo cosa riesco a ricordare.
    Dicevo che l'indifferenza è il male peggiore dell'umanità e specialmente di questo secolo: la gran parte delle persone è così presa e assuefatta da se stessa che non si interessa più dell'altro e vive in uno stato di apatia condito di frivolezze e sentimenti fittizi. E' l'indifferenza.

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  2. L'indifferenza è il male sociale del nostro secolo. Lasciamo che tutto ci scorra addosso senza soffermarci sul significato delle cose, si vive in superficie senza voglia di approfondire e di essere autentici. Viviamo con noia e moriamo con indifferenza. Che brutto vivere!

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