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18/03/12

Combattere la mafia è un dovere: per non dimenticare


Ieri mentre molti italiani si crogiolavano nel disinteresse per ciò che accade nel nostro Paese, a Genova oltre centomila persone manifestavano in ricordo delle VITTIME della mafia.
Questa marcia è diventata il simbolo della speranza, per non dimenticare che di mafia si muore ancora, che la mafia non riguarda solo il Sud Italia, la mafia è ovunque, la respiriamo e la tocchiamo con mano ogni giorno.
Perché questa marcia è importante? Perché non deve farci dimenticare chi ha dato la sua vita per fermare questi Vigliacchi che diventano forti grazie all’omertà, all’uso delle armi, alle prepotenze. Non hanno pietà di nessuno perché non conoscono il significato di questa parola e come potrebbe essere altrimenti visto che al posto del cuore hanno un blocco di cemento.
824 sono le vittime della mafia dal 1893 ad oggi, un numero impressionante di PERSONE composte da uomini, donne e bambini, sì perché anche i bambini sono VITTIME di questa mafia bastarda.

La prima vittima di mafia fu Emanuele Notarbartolo nel 1893. Notarbartolo era un politico che cercò debellare la corruzione alle dogane. Venne accoltellato mentre viaggiava in treno da alcuni sicari della malavita organizzata.
UOMINI e DONNE  STRAORDINARI sono caduti per mano di mafiosi, EROI silenziosi che avevano fatto della legalità la loro ragione di vivere:

Rita Atria aveva denunciato il sistema mafioso del suo paese, chiedendo giustizia per la morte di suo fratello e di suo padre. Aveva diciassette anni quando incontra il Giudice Paolo Borsellino. Si fida di lui e un po’ lo considera un secondo padre. Per la ragazza inizia così una vita da clandestina. Per molto tempo non potrà vedere e avere contatti con nessuno.
Quanto coraggio aveva questa ragazza, ha dimostrato che combattere la mafia si può ed è un DOVERE CIVILE E MORALE di ognuno di noi.

Diciassette anni sono troppo pochi per un fiore così delicato. Quando apprende  dell’attentato e della morte del solo amico che aveva il Giudice Paolo Borsellino nella strage di Capaci, qualcosa il lei si ruppe, ormai sola e abbandonata da tutti si suicida una settimana più tardi.
Queste poche parole rappresentano il pensiero di Rita:

“Forse un mondo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare?
Forse se ognuno di noi prova a cambiare forse,  ce la faremo”

Ma le VITTIME sono tante, troppe e questo piccolo spazio non riuscirebbe a contenerle tutte ma non per questo verranno DIMENTICATE. A tutti voi un GRAZIE!

Ecco la lista completa di chi ha perso la vita per combattere questo cancro chiamato mafia:






2 commenti:

Antares ha detto...

Sacrosante parole: bravo Mago, poni sempre l'accento sui problemi giusti!

ps: lieta che il casino con blogger si sia risolto!

Jene ha detto...

bellissimo post, è difficile parlare di mafia perchè sono ancora troppe le persone corrotte e coinvolte da questo sistema criminale, a partire da quelli che stanno a Roma. Solo continuando a combattere, forse si potranno cambiare le cose.