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06/06/18

Caro ministro ti scrivo...


Eccomi qua!
Sono ancora vivo e attivo come un fermento lattico, a dispetto di tutte le pessimistiche previsioni che mi aleggiano addosso come la nuvoletta di Fantozzi.
E sono qui perché qualche giorno fa il Ministro della Famiglia e della Disabilità (proprio due cose uguali!) Lorenzo Fontana ha detto delle cosine che alle mie orecchie virtuali di ragazzo gay (e pure disabile, tiè, così copro tutti e due i campi!) non sono affatto piaciute.
Leggete questo articolo per saperne di più, io intanto scrivo una letterina al Ministro.

“Caro Ministro Fontana,
le sue parole pronunciate durante la Festa della Repubblica penso seriamente che siano l’esempio di come il nostro Paese sia ancora governato da esimie teste di ca... carciofo, di cui lei è un magnifico esemplare.
Le famiglie arcobaleno non esistono?
Si sbaglia.
Di famiglie LGBT e persone LGBT l’Italia ne ha quante ne vuole, ma chi come lei si definisce “fieramente cristiano” finge che non esistano e nega loro qualsiasi diritto.
Qualsiasi diritto, badi, ma non qualsiasi dovere: infatti quando si tratta di pagare le tasse che finanziano i comodi di voi politici, che una persona sia LGBT non importa proprio a nessuno, anzi è l’unica volta in cui non c’è alcuna discriminazione.
Lei dice che la famiglia naturale è composta solo da mamma e papà?
Bene, allora cosa facciamo con i genitori single, i divorziati e i vedovi/e?
Togliamo anche a loro i figli, non gli riconosciamo alcun diritto così come fate con i figli delle coppie arcobaleno?
E poi, sempre parlando di figli, ma quale aumento della curva di natalità se l’Italia è un paese che non ha nulla da offrire!
Togliete il lavoro, fate morire di fame il vostro popolo, non garantite un futuro ai giovani e pretendete che si facciano più figli tentando di abolire la legge sull’aborto per la quale centinaia di donne hanno lottato?
Ma mettiamo pure il caso che gli italiani decidano, per farla felice, di divertirsi come ricci e conigli.
Li manterrete voi per caso i nuovi nati, magari con i soldi che vi regalano di nascosto (così come le case, non dimentichiamolo!)?
Fontana, Fontana, lei che dice di avere tanti amici gay... ma vuole prenderci per il lato B...
Mmh no, meglio di no che fa tanto Sodoma e poi finisce che si scandalizza e le vengono le gomorroidi (o magari che le piace, veda lei).
Sa cosa mi sento di dirle?
Beh, di parole da scrivere ne avrei tante ma mi limito a citarle Martin Luther King: nulla al mondo è più pericoloso che un'ignoranza sincera ed una stupidità coscienziosa.
E lei possiede tanto di una quanto dell’altra.
Cordialmente,
Xavier che non la voterà mai.”









06/03/18

Sono tornato... per ora!

Sono tornato per ora poi si vedrà. 
Voglio ringraziare chi anche solo con il pensiero mi è stato vicino e ha voluto continuare a condividere il viaggio dimostrandomi che la vera amicizia non si ferma davanti ad uno schermo.

Un grazie particolare però lo devo al mio amore, questo post è per te.

Sono ancora qui, a scrivere dopo tanto tempo, un tempo che può sembrare infinito, immobile, vuoto… un tempo che in un certo senso non mi appartiene… ma è il mio tempo.
Uno stillicidio continuo, goccia dopo goccia, una parte di me si consuma lentamente ogni giorno, tutto mi sfugge dalle mani come sabbia… mani incapaci di trattenere la vita.
Eppure non mi arrendo, non ne sono capace anche se sarebbe molto più semplice lasciarsi andare e mettere fine a tutto il dolore, la tristezza, l’impotenza, il senso di vuoto che mi pervade, che si impossessa di ogni mia fibra e che mi lascia annientato per giorni e giorni.
Potrei lasciarmi andare, invece lotto, mi aggrappo alla vita con la tenacia della disperazione, lo faccio per avere la possibilità di vedere ancora una volta il volto della persona che amo, riempirmi gli occhi del suo sorriso, sentire le sue mani sulla mia pelle e sorprendermi ancora e ancora per l’intensità del nostro amore che mi nutre come linfa vitale.
Voglio essere egoista.
Non sono ancora pronto per intraprendere un viaggio diverso da questo, non sono ancora pronto a percorrere da solo un sentiero che mi è ignoto, voglio avere ancora l’illusione di poter intravedere tra le pieghe della vita un domani.
Intanto vivo adesso questo tempo fragile fatto di istanti millesimati, preziosi, unici, vivo e ti amo Etienne.
Grazie amore mio, grazie per esserci e grazie per il tuo incondizionato amore!


Resta con me
posa le tue labbra
sulle mie
dammi il tuo respiro
e prendi il mio.
Sei il mio viaggio,
fatto di orizzonti infiniti
una strada sicura dove camminare.
Sei la mia luce,
un sole radioso
capace di scaldarmi il cuore.
Sei la notte stellata,
capace di incendiare i miei sensi
che brucia come il fuoco nelle vene
e accende la luce nei miei occhi.
Lasciami assaporare la tua pelle,
voglio sedurti,
perdermi nel tuo sguardo,
e guardarti ancora
mentre con gli occhi socchiusi
raggiungi il tuo paradiso
e sulle tue morbide labbra
affiora un sorriso
e dentro me
cresce la voglia
di amarti ancora!
(Xavier Queer-6 marzo 2018)


17/09/17

Rintronarsi su fb? No grazie!

È successo ancora una volta, sembra una di quelle maledizioni Maya che si ripetono ciclicamente.
Mi è arrivata una di quelle odiose mail, quelle alla the Ring, che se non rispondi entro sette giorni muori… il solito deficiente che mi invita su facebook “per conoscere tanta gente e trovare i miei amici!”.
Inutile dire che ho subito spammato la mail senza possibilità di appello, poi mi sono sperticato in una conversazione con Etienne dove siamo pervenuti entrambi alla stessa conclusione: ma perché c’è così tanta gente assuefatta da facciadalibro?

Ora, io e Etienne abbiamo pochi amici. Pochi ma buoni, in teoria.
Poi c’è sempre quello che deve fare l’eccezione (quello che mi invia le mail… è uno stalker).
Esempio: siamo fuori in un bistrot a mangiare qualcosa e c’è lui, il cretino che deve farsi il selfie, deve fotografare i piatti di tutti e poi sbatterli su facebook, il posto dove la differenza fra “cazzi tuoi” e “cazzi dell’universo intero” non è ancora nota.
Poi ti guardi intorno, dal momento che l’imbecille non capisce i tuoi “per piacere piantala con sto facebook che hai veramente rotto le palle a tutti!” e ti rendi conto che ci sono altri cretini come lui.
In pratica mezzo bistrot è pieno di gente col cellulare in mano che messaggia, posta foto, posta selfie, posta video.
Poi fa niente se non parlano con amici, fidanzati/e o colleghi di lavoro.
L’importante è essere social.

Che poi, come al solito, finisce che a furia di essere social nel web non si è social nella vita vera, non si è presenti per quelle cose che contano.
Come è successo tempo fa alla mia amica P. il cui fidanzato storico a furia di chattare su facebook coi suoi amici cretini come lui è crollato dal sonno e non si è presentato al funerale della mamma di P.
C’eravamo tutti, tranne il coglione.
Quando P. ha preteso il suo scalpo lui si giustificato dicendo che si era dimenticato di puntare la sveglia sul cellulare ma che la prossima volta ci sarebbe stato.
Inutile dire che non ci sarà una prossima volta perché purtroppo P. aveva una mamma sola e comunque perché ha mollato il deficiente.

In ogni caso quel che ho detto per facebook vale anche per ogni social network esistente.
Non posso farci nulla, io odio i social e non condivido il narcisismo dilagante, la violenza e la maleducazione che imperano in queste arene prive di controllo dove per uno che si comporta bene ce ne sono centomila che fanno l’esatto contrario.

Pertanto resto della mia idea: il mio blog piccino è perfetto. Non è una piazza ma una modesta casa dove tutti sono benvenuti a patto di comportarsi da bravi ospiti e dove, soprattutto, ci si fa sempre una bella scorpacciata di educazione, rispetto e affari propri.